Mesoraca, pene ridotte contro il clan Ferrazzo I NOMI
Tre condanne confermate, sette pene ridotte, otto assoluzioni e un proscioglimento. Così è terminato ieri a Catanzaro il processo d’appello di rito abbreviato nato dall’inchiesta “Black Wood” della Dda contro la cosca Ferrazzo di Mesoraca. Il blitz, scattato il 3 ottobre 2022 con 31 arresti eseguiti dai carabinieri, da un lato avrebbe reciso i “tentacoli” che il clan avrebbe allungato sulla lavorazione della legna nella centrale a biomasse di Cutro, “Serravalle Energy”; e dall’altro avrebbe sgominato il presunto traffico di droga diretto dalla ‘ndrina. Ma la Corte ha escluso l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico che, il 29 maggio 2024, era stata ribadita in primo grado.
Le decisioni
Le conferme: per Giovanni Corrado 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di carcere; Oreste Vona, 2 anni e 8 mesi; Antonio Sirianni, 1 anno, 9 mesi e 10 giorni. Le riduzioni: Pietro Fontana, 10 anni (in primo grado 14 anni, 1 mese e 10 giorni); Giuseppe Grano, 8 anni (8 anni e 6 mesi); Francesco Manfreda 6 anni e 2 mesi (8 anni e 4 mesi); Giuseppe Manfreda, 2 anni e 8 mesi (7 anni e 4 mesi); Luigi Mannarino, 6 anni e 4 mesi (14 anni e 4 mesi); Rosario Piperno, 4 anni e 4 mesi (8 anni e 2 mesi); Salvatore Serrao, 5 anni e 2 mesi (17 anni e 6 mesi). Assolti: Giovanni Foresta (8 anni, 1 mese e 10 giorni); Santo Fuoco (7 anni e 2 mesi); Antonio Manfreda (7 anni e 6 mesi); Pierluca Pollizzi (7 anni e 4 mesi); Vincenzo Mantia (13 anni e 10 mesi); Fortunato Matarise (7 anni e 4 mesi); Nicola Miletta (7 anni e 4 mesi). Prosciolto Costantino Tallarico (1 anno e 10 mesi), Domenico Grano (1 anno e 4 mesi). Soddisfatti per l’esito dell’Appello gli avvocati Mario Nigro e Gianni Russano, difensori di Serrao.
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