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Mercato invernale, record di trasferimenti internazionali. Spesi 1,46 miliardi di dollari, Serie A sesta in Europa


Anche se in Italia i tifosi non lo hanno percepito – visti i pochi e poco entusiasmanti colpi di calciomercato – la finestra di gennaio è stata la più fiorente a livello globale. E uno spot per la globalizzazione del pallone: il numero di giocatori passati da una squadra di una Federazione a un’altra di un diverso continente, infatti, secondo il report della Fifa “International Transfer Snapshot”, è da record: 5.073 trasferimenti internazionali tra giocatori (4.716, +0,3% rispetto al primato registrato dodici mesi fa) e giocatrici (372, +0,6%).

Mercato, Serie A sesta in Europa

La spesa complessiva non è da guinness, ma poco ci manca: per i calciatori sono stati spesi 1,46 miliardi di dollari, 140 milioni in meno rispetto a gennaio 2023. Su quasi quattromila scambi non sono pesati i costi di commissione. A investire di più i club francesi, che hanno sborsato 291,9 milioni, più del triplo dell’anno scorso. La Serie A, sesta in Europa con i suoi 82 milioni spesi per 102 operazioni, è distante dalla Ligue1 come lo è dai club di Premier League, che per rinforzarsi hanno tirato fuori 174 milioni. Briciole per gli inglesi, se si pensa al mercato faraonico di un anno fa trainato dal Chelsea di Boehly: la spesa di quest’anno è scesa dell’80%.

Il 60% dei colpi a parametro zero

Tre rinforzi su cinque hanno riguardato affari a paramento zero. Gli acquisti veri e propri sono stati il 14,2%. Il resto sono operazioni chiuse con la formula del prestito (14,8%) o accordi per il rientro di un calciatore dal prestito a un altro club (10,4%).

Il boom del calcio femminile

Continua la crescita senza sosta del calcio femminile. Con numeri da capogiro, visto che nell’ultimo mercato, per i trasferimenti internazionali, si sono spesi 2,1 milioni di dollari. Più del doppio rispetto al gennaio 2023. Per un numero di operazioni rimasto perà invariato (357). Qui gli acquisti senza spese per il cartellino, tra parametri zero e prestiti, hanno riguardato l’88,8% delle operazioni.


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