Friuli Venezia Giulia

Mercato immobiliare e sicurezza: percezioni distorte e responsabilità pubblica

PORDENONE – Negli ultimi giorni sono circolate dichiarazioni secondo le quali i valori immobiliari in alcune zone di Pordenone – nello specifico via Trento, via Santa Caterina e Piazza Risorgimento – avrebbero subito un drastico ridimensionamento raggiungendo quotazioni dell’ordine di 350 euro al metro quadrato in ragione di presunti problemi di sicurezza ed episodi di scontri tra giovani nella zona.

Tali informazioni non sembrano descrivere la realtà del mercato immobiliare, soprattutto alla luce dei dati ufficiali disponibili. Le rilevazioni dell’Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) – così come i riscontri provenienti dalle mediazioni effettivamente concluse negli ultimi mesi, restituiscono un quadro significativamente diverso.

Ultimamente nel medesimo perimetro urbano, in qualità di agente immobiliare ho gestito preliminari e concluso vendite con acquirenti (qualcuno si stupirà: tutti italiani!) per una decina di immobili con valori compresi indicativamente tra 1.100 euro al metro quadrato per gli immobili più datati e 1.800–1.900 euro al metro quadrato per gli appartamenti riqualificati. Si tratta di dati concreti, legati a transazioni realie documentabili.

Alla luce di queste evidenze ci si chiede su quali basi siano state elaborate le valutazioni sui valori al metro quadrato citate pubblicamente che a mio modo di vedere non trovano riscontro nel mercato.

Mi chiedo quindi quale sia il fine di queste esternazioni.

Personalmente intravvedo queste tra le possibili spiegazioni: la valutazione di un campione limitato di compravendite o poco rappresentativo; un tentativo indiretto di colpire l’Amministrazione comunale; l’esistenza di un possibile interesse specifico per svalutare la zona al fine di favorire grosse operazioni immobiliari.

Se la continua narrazione catastrofica riportata dai giornali fosse realistica, anche i valori degli immobili di via Mazzini sarebbero crollati a causa della vicina Stazione dei treni, contesto in cui si verificano frequentemente episodi di risse.

In qualità di consigliere comunale ritengo che il tema ricopra rilevanza importante: dichiarazioni supportate da dati non significativi o incompleti possono contribuire ad alimentare una percezione negativa della realtà di interi quartieri, con il rischio concreto di compromettere processi di miglioramento immobiliare e sociale già avviati. La narrazione del degrado rischia di produrre effetti reali e scoraggia investimenti e riqualificazioni.

Sul piano della sicurezza è doveroso distinguere tra percezione e realtà. Pordenone, pur non essendo estranea a qualche episodio di tensione, si colloca in un contesto complessivamente più rassicurante rispetto a molte realtà urbane italiane. Gli stessi rappresentanti delle istituzioni preposte all’ordine pubblico hanno più volte richiamato alla necessità di una lettura equilibrata dei fenomeni, evitando generalizzazioni che non aiutano né la città né i cittadini.Personalmente ricordo che anni fa gli scontri tra bande hanno fatto paragonare Pordenone ad una allora degradata Scampia e già in quella occasione ho dichiarato che certe semplificazioni negative recano solo danno e generano sterili polemiche.Continuo a contrastare questa narrativa alimentata oggi da una sinistra che fa opposizione utilizzando in modo strumentale queste vicende. Dispiace citare … “Una bugia ripetuta all’infinito diventa la verità”.

In conclusione ritengo che il confronto pubblico su temi complessi come sicurezza e mercato immobiliare sia legittimo e necessario, ma dovrebbe sempre fondarsi su dati significativi, verificabili e contestualizzati. Solo così è possibile contribuire in modo costruttivo allo sviluppo della città, evitando che affermazioni non suffragate dai fatti finiscano per danneggiarne l’immagine, l’economia e il lavoro di chi, quotidianamente, vive in questi luoghi.

Ernesto Tubaro




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