Mercato di Piazza Erbe, arriva la stretta del Comune – Bolzano
BOLZANO. Piazza Erbe sta sul crinale tra un futuro possibile e un presente complicato. «Siamo pronti a presentare un nuovo progetto di riqualificazione» rivela il sindaco. Che tocca un paio di elementi strategici: un disciplinare da ricondurre alle sue origini – almeno 80% di prodotto fresco e 20% di secco – una azione di marketing che ne possa uniformare l’immagine, tra grafica e cartellonistica, omogeneità nelle coperture.
Sanzioni? «Per adesso non parliamone» chiarisce Claudio Corrarati. Per evitare frizioni anticipate sul piano della merceologia e delle culture dei gestori. Ma uno schema che porti il mercato da qui alla scadenza delle concessioni, questo sì.
Il suo vice, Stephan Konder pone a sua volta una questione: «Il difficile, oggi – commenta – non è tanto ristabilire una proporzione di prodotti ma individuare chi poi li venderà». Intende che un lavoro che impegna dalle sette di mattina alla sera, tutti i giorni, rischia di non attrarre candidati. «Ma questo è un gatto che si morde la coda – ribatte Sabine Mayr – perché oggi è oggettivamente difficile ma in presenza di un progetto chiaro e di una prospettiva commerciale strutturata nel tempo, l’attrattività di piazza Erbe non potrà che crescere».
In questo senso la direttrice dell’Unione commercio pone una strategia d’insieme per l’«Obstamarkt» come elemento decisivo per il suo rilancio. «Abbiamo chiuso la prima fase ci consultazioni e scambio di idee col Comune – spiega Mayr – ora sappiamo essere alle viste la seconda fase. Sarà un passaggio decisivo».
E va allontanata la prospettiva che piazza Erbe non possa più tornare al contesto che ne ha caratterizzato per decenni l’immagine e garantito il successo. Per questo il sindaco attende nero su bianco dai suoi uffici la stesura di un piano d’azione coordinato: «Il primo punto dovrà essere il decoro della piazza, dunque via coperture precarie e confusione, poi un refresh del regolamento per quanto riguarda la tipologia anche senza forzature per evitare irrigidimenti reciproci, infine coinvolgimento di tutti i soggetti in campo».
Nel mentre, stanno emergendo proposte strutturali anche dai commercianti del centro, i più sensibili alla questione quale possibile richiamo che piazza Erbe potrebbe continuare ad esercitare se riposta nelle sue cornici di tradizione: il supporto, per esempio, dei panettieri bolzanini, il ruolo degli agricoltori, la distribuzione. «Certo, il mondo è cambiato – riflette Stephan Konder – e ha portato, ad esempio, ad un diverso ruolo delle gallerie commerciali del centro, in passato molto più affollate. E anche la tipologia degli esercenti della bancarelle non è più la stessa».
Difficile, vuol significare, che tornino le immagini di chi si metteva all’alba a lucidare le piramidi di mele in esposizione. «Ma tra la situazione attuale e il passato glorioso – spiegano all’Unione – c’è una via di mezzo. E questa risiede in una riqualificazione che almeno metta in campo cornici anche estetiche più omogenee, un progetto che stimoli l’arrivo di soggetti del settore legati ai nostri prodotti e dunque una sicurezza per gli investimenti dei possibili candidati».
L’obiettivo, in Comune, non è tornare alle immagini da cartolina dei contadini che arrivavano coi loro prodotti dei campi come nelle stampe ottocentesche, ma che piazza Erbe resti una attrazione legata al territorio e all’identità del centro storico.




