Trentino Alto Adige/Suedtirol

Merano, il piromane di via Goethe rischia 2 anni di carcere – Cronaca



MERANO. Il piromane di via Goethe, un 59enne della zona, rischia fino a 2 anni di carcere. A dirlo sono i carabinieri di Moso in Passiria, intervenuti nella palazzina poco dopo le 3 di notte, che hanno formalizzato la denuncia per “danneggiamento seguito da incendio”.

Il reato.

Il danneggiamento seguito da incendio (articolo 424 c.p.) punisce chi appicca il fuoco per danneggiare una cosa, propria o altrui. Se l’incendio si verifica, la pena è la reclusione oscillante tra 1 anno e 6 mesi e 4 anni e 8 mesi, aumentata per beni boschivi. Nel caso in questione parliamo però di “danneggiamento con pericolo d’incendio”: se l’incendio non si sviluppa ma sorge il pericolo, la pena è la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Decisiva la segnalazione di una vicina: le conseguenze potevano essere ben peggiori.

E questa volta al piromane è andata davvero bene perché ad intervenire per spegnere le fiamme, ancora in una fase iniziale, sono stati i carabinieri. Il 59enne ha appiccato l’incendio, in un corridoio di uno stabile di via Goethe, accanto o con dei giornali accostati a una porta di un appartamento. A dare l’allarme è stata un’inquilina della palazzina che, dalla propria abitazione, ha sentito dei rumori sospetti che ha collegato a una persona che disturbava a notte fonda. Pochi istanti dopo, sono intervenuti i militari della stazione con il rinforzo di una gazzella della “radiomobile”, i cui equipaggi hanno sorpreso il soggetto vicino alle fiamme. In flagranza di reato: nessun dubbio, da subito dunque, sulle responsabilità.

Importante la presenza di un estintore funzionante nel giroscale.

A quel punto, i militari dell’Arma hanno fermato e identificato l’uomo, confuso e forse anche alterato. Il principio d’incendio è stato domato con un estintore a polvere presente poco distante. La rapidità dell’intervento ha permesso di contenere i danni, evitare conseguenze più gravi e individuare l’autore materiale dell’episodio, che ora dovrà pagare il conto con la giustizia.




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