Merano ha fiducia nell’Arma: «In un anno si contano 13 mila accessi nella sola stazione» – Merano
MERANO. «Alla sola stazione dei Carabinieri di Merano si contano tredicimila accessi all’anno. Numeri quasi allo stesso livello di quelli di Bolzano». A dirlo è chi ha esperienza – fra ieri e oggi – al timone di tutt’e due le realtà: il capitano Sebastiano Cannata Galante, comandante dal 21 ottobre scorso della compagnia meranese. Un segno, dice, «della fiducia nei nostri confronti da parte dei cittadini, che sono collaborativi, e allo stesso tempo del fatto che il territorio è giustamente esigente nei nostri confronti». Cannata Galante ha assunto il ruolo a Merano a 28 anni, il più giovane comandante di sempre della compagnia, «e sono qui per restare il più a lungo possibile». A cento giorni dall’insediamento traccia un primo bilancio fra rapporti con la città, la lotta allo spaccio di droga, il tema dei furti nelle abitazioni, le truffe telefoniche, la violenza in famiglia.
Come è stato il suo impatto con Merano?
Ottimo. Merano è considerata una destinazione di prestigio. È una città molto sensibile al tema della sicurezza.
Come rispondete?
Partiamo dalla presenza, dal presidio del territorio, al quale destiniamo impegno e omogeneità su tutta l’area di competenza, dalla città ai paesi.
Un territorio molto vasto, affrontato con quale organico a disposizione?
L’area di nostra competenza è ampia: undici stazioni, un centinaio di militari, dei quali una quindicina donne. Una risorsa molto preziosa, questa, soprattutto in alcune circostanze: penso ai codici rossi per violenze in famiglia, in cui la sensibilità nei rapporti fra donne può fare la differenza.
Lei è siciliano d’origine, ma altoatesino d’adozione.
Sono nato a Catania, padre siciliano e mamma sudtirolese, e cresciuto in un contesto familiare bilingue. Papà carabiniere, una tradizione di famiglia, con prima destinazione l’Alto Adige. Ho frequentato la quinta elementare alle Gianni Rodari di Bolzano, poi le medie Fermi e il liceo scientifico Torricelli, sempre nel capoluogo. Nel 2016 ho vinto il concorso per l’Accademia, iniziata ad agosto dello stesso anno nel 198° corso. Due anni a Modena, poi la Scuola Ufficiali di Roma.
Laurea in Giurisprudenza all’Università Tor Vergata di Roma, quindi il primo incarico sul campo. Dove?
Al Battaglione Carabinieri “Liguria”, al comando prima del contingente per l’ordine pubblico e poi delle squadre Sos, unità specializzate nel contrasto al terrorismo.
A seguire Bolzano. Alla guida per oltre due anni del Nucleo Operativo e Radiomobile e, per una decina di mesi, reggente della compagnia del capoluogo in sede vacante. Quali le esperienze più intense e significative?
L’accoltellamento della fisioterapista Waltraud Kranebitter, con l’individuazione del responsabile. Stesso esito per il caso del ragazzo rapinato e aggredito, anche sessualmente, sui prati del Talvera. Ma anche l’intervento nel grande incendio alla Fercam.
Ora Merano. Emergono risultati nella lotta allo spaccio di droga e nel contrasto ai furti negli appartamenti.
Fondamentali in vari casi risultano le segnalazioni dei cittadini, che si integrano con la presenza dell’Arma. È successo di recente, per esempio, a Tirolo, dove ci era stato segnalato un individuo sospetto poi risultato autore di furti in alberghi e abitazioni. Abbiamo quindi intensificato il monitoraggio sulle strade.
Capitolo stupefacenti: vari sequestri negli ultimi mesi. Si deve parlare di emergenza? E il temuto fentanyl si è manifestato sul nostro territorio?
Non risultano emergenze, né picchi. Nessun sequestro di fentanyl. Ma la guardia rimane alta, anzi altissima, e la nostra attività lo testimonia.
Nelle ultime settimane un ragazzino rapinato all’Algo, centro commerciale di Lagundo, e una rapina fra stazione e treno, con autore un quindicenne – con pistola scacciacani – e vittima un sedicenne. Allarme fra i giovani?
Nel primo caso, nel giro di mezz’ora il nostro intervento ha consentito di individuare il responsabile. Nel secondo, l’autore del fatto è parso inconsapevole della gravità di quanto compiuto. Anche in questo caso, guardia alta, ma senza alimentare allarmismi.
Altro punto all’ordine del giorno: le truffe, in particolare ai danni delle persone anziane.
Torno a rimarcare: siamo sempre a disposizione, rivolgetevi a noi in ogni caso sospetto. A una nostra stazione poco tempo fa si è rivolto un anziano dicendo di essere stato contattato dall’Arma; da lì siamo riusciti a risalire al raggiro. È anche compito nostro diffondere la cultura della sicurezza, partecipando agli incontri informativi con il pubblico organizzati da diversi attori della comunità.
Allentiamo la pressione: tolta la divisa del capitano Cannata Galante, cosa fa Sebastiano nel tempo libero?
Amo passeggiare, e il nostro territorio, in questo senso, è un paradiso. Una passione è la mountain bike. E poi approfondisco temi giuridici legati all’incarico che ricopro.
Da quanto afferma, pare sentirsi a casa.
Abito a Merano, vivo pienamente la città e questo territorio. Il mio percorso formativo mi ha portato qui e vorrei rimanerci.




