Friuli Venezia Giulia

Mente e corpo: l’impatto del pensiero positivo

Il punto di partenza è il ruolo dello stress. Stati mentali caratterizzati da pessimismo cronico, ansia e percezione costante di minaccia attivano in modo prolungato l’asse dello stress, aumentando la produzione di cortisolo. Questo ormone, se elevato per lunghi periodi, tende a indebolire la risposta immunitaria, riducendo l’efficacia delle cellule deputate a contrastare virus e batteri. Al contrario, un atteggiamento mentale più positivo e fiducioso contribuisce a mantenere lo stress entro livelli fisiologici, creando un ambiente interno più favorevole al corretto funzionamento del sistema di difesa.

Il pensiero positivo viene spesso erroneamente inteso come negazione dei problemi o ottimismo ingenuo. Al contrario, è una modalità di affrontare le difficoltà con maggiore senso di controllo, speranza e capacità di adattamento. Studi di psiconeuroimmunologia hanno evidenziato che emozioni positive come serenità, gratitudine e fiducia sono associate a una maggiore attività di alcune cellule immunitarie, come i linfociti e le cellule natural killer, fondamentali nel contrasto alle infezioni. Questo effetto è legato alla riduzione dell’infiammazione sistemica e a una comunicazione più efficiente tra sistema nervoso, endocrino e immunitario.

Un altro aspetto rilevante riguarda il comportamento, anche definibile come “atteggiamento generale alla vita” e alle sue circostanze. Le persone che coltivano una visione più positiva tendono con maggiore facilità ad adottare stili di vita salutari: dormono meglio, seguono più costantemente le terapie, praticano attività fisica e mantengono relazioni sociali più solide. Tutti questi fattori, a loro volta, hanno un impatto diretto sulla risposta immunitaria, creando un circolo virtuoso in cui mente e corpo si rafforzano reciprocamente.

La ricerca ha inoltre mostrato che l’atteggiamento mentale può influenzare anche la risposta ai farmaci e i tempi di recupero dopo una malattia o un intervento chirurgico. Chi affronta queste esperienze con un approccio più positivo e fiducioso tende a sviluppare una risposta immunitaria più efficace e a recuperare più rapidamente. Non si tratta di un “effetto placebo” nel senso riduttivo del termine, ma di un insieme di meccanismi biologici reali mediati dal sistema nervoso e ormonale.

Con questa prospettiva, allenare il pensiero positivo diventa una vera e propria strategia di prevenzione. Tecniche come la mindfulness, la ristrutturazione cognitiva, la gratitudine quotidiana o semplici pratiche di consapevolezza aiutano a ridurre l’impatto dello stress e a favorire uno stato mentale più equilibrato. Anche piccoli cambiamenti nel modo di interpretare gli eventi possono avere effetti cumulativi nel tempo, contribuendo a rafforzare le difese dell’organismo.

Pensare positivo, dunque, non significa ignorare la realtà o le difficoltà, ma sviluppare una relazione più sana con esse. Il legame tra benessere psicologico e sistema immunitario rappresenta una conferma importante: prendersi cura della mente è anche un modo concreto per prendersi cura del corpo.

[e.c.]




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