Menfi festeggia padre Saverio Catanzaro: 90 anni di vita e 65 di sacerdozio. Le foto
Si è svolta ieri a Menfi, presso la Chiesa Madre, la celebrazione per i 90 anni di Padre Saverio Catanzaro e per i 65 anni di sacerdozio del sacerdote missionario, figura molto amata dalla comunità. La Santa Messa è stata presieduta dallo stesso Padre Saverio e concelebrata dall’arciprete di Menfi Don Alessandro Di Fede Santangelo e dai sacerdoti della Diocesi di Agrigento. Alla celebrazione erano presenti il sindaco di Menfi Vito Clemente, il vicesindaco di Menfi Sandro La Placa, il sindaco di Caltabellotta Biagio Marciante, il sindaco di Ravanusa Salvatore Pitrola e gli assessori comunali di Santa Margherita di Belice Franco Santoro e Deborah Ciaccio, intervenuti in rappresentanza del sindaco Gaspare Viola.
Un momento particolarmente toccante si è vissuto quando è stata ripercorsa la storia di don Saverio, ricordando le battaglie civili condotte a Menfi dalla storica rivolta delle pistole d’acqua, con vignette dedicate dal famoso vignettista Vauro per la difesa dell’acqua pubblica e contro la sua privatizzazione, fino alla biciclettata simbolica per la riapertura del viadotto che collega la città, trasformata in un momento di partecipazione collettiva, e il lungo impegno pastorale nelle comunità. Ricordato inoltre come don Saverio abbia contribuito a rilanciare la tradizione della chiesa di San Giuseppe a Menfi, riportando la comunità a vivere momenti di festa e condivisione che rischiavano di perdersi.
Il suo sacerdozio è iniziato il 21 maggio 1961 ad Aragona, per poi proseguire a Santa Margherita di Belice, Caltabellotta dove, negli anni del terremoto del 1968, si recò per aiutare gli sfollati, e Ravanusa, fino ad arrivare a Menfi dove è stato arciprete dal 2002 al 2016, lasciando un segno profondo nella vita della comunità.
Nel corso della celebrazione il sindaco di Menfi Vito Clemente ha consegnato a don Saverio due targhe commemorative, una per i 90 anni di vita e l’altra per i 65 anni di sacerdozio. Il sindaco di Caltabellotta Biagio Marciante ha donato un libro con le immagini e la storia della città, mentre il sindaco di Ravanusa Salvatore Pitrola ha consegnato una pergamena ricordo. Una pergamena è stata donata anche dagli assessori di Santa Margherita di Belice Franco Santoro e Deborah Ciaccio, in rappresentanza del sindaco Gaspare Viola.
I sindaci presenti hanno voluto ricordare il grande segno lasciato da don Saverio nelle comunità in cui ha prestato servizio: «Don Saverio – hanno sottolineato – è stato molto più di un parroco: una guida, un uomo vicino alla gente, capace di condividere gioie e difficoltà, lasciando un ricordo indelebile per la sua umanità, il suo impegno sociale e la sua fede autentica. Il suo esempio continua a essere un punto di riferimento, soprattutto per i giovani e per chi crede nei valori della solidarietà e del servizio».
Tra le vicende più significative, quella del piccolo Gioele morto prematuramente. prematuramente. Don Saverio ha deciso di battezzare un bambino in Africa, dandogli il nome Gioele, e la famiglia è rimasta in contatto con lui, inviandogli vestiti e giocattoli ogni anno. Dalla Tanzania, dove Padre Saverio già nel 1973 aveva fondato la missione di Ismani, comincia a prendere forma un progetto che continua ancora oggi e dove, tra pochi giorni, tornerà per proseguire la sua opera missionaria. La missione di Ismani ha portato scuole, ospedali e chiese, e ha creato un legame duraturo con la popolazione locale. In chiusura Don Alessandro Di Fede Santangelo, arciprete di Menfi, ha dichiarato: «Il cammino di Padre Saverio Catanzaro è un esempio di fede, generosità e impegno verso gli altri. La sua vita ci insegna che il servizio non conosce confini e che ogni gesto di amore lascia un segno indelebile. Per le comunità che ha servito e per tutti noi, don Saverio resta un punto di riferimento insostituibile, un modello di vita cristiana e missionaria».
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