Politica

Meloni da Tokyo: “Una presenza in Groenlandia è da discutere nella Nato. Italia nel board per Gaza? Disponibili”

“Il rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia è un tema serio, ma che sta all’interno del dialogo dell’alleanza atlantica”: è la risposta di Giorgia Meloni ai giornalisti a Tokyo, dove la premier è arrivata giovedì per una visita ufficiale di tre giorni. “Gli americani pongono una questione seria – ha aggiunto la premier – ma l’ambito in cui discuterne deve essere quello della Nato, per non muoversi in ordine sparso”. Meloni ha poi sottolineato che l’alleanza atlantica “ha già scritto che l’artico è strategico, gli alleati stanno quindi già ragionando su questo contesto. Penso non vada fatto l’errore di leggere quello che stanno facendo come una volontà divisiva nel rapporto con i nostri alleati americani”.

Nel suo punto stampa all’ambasciata d’Italia a Tokyo, Meloni ha anche elogiato la relazione con il Giappone, definita “una nazione affine”: “Chiaramente, l’Unione Europea, l’Europa, il Mediterraneo, gli Stati Uniti rimangono i nostri riferimenti essenziali, ma io penso che sia fondamentale lavorare a un ruolo di maggiore protagonismo anche su altri quadranti”.

Per quanto riguarda il board of peace per Gaza “stiamo ancora attendendo le decisioni definitive, abbiamo visto che è stato presentato il board di livello esecutivo, quello politico manca ancora e su questo aspetterei che ci sia l’ufficialità. Abbiamo sempre dato e stiamo dando la nostra disponibilità ad avere un ruolo di primo piano nella realizzazione e la costruzione del piano di pace per il Medio Oriente, che consideriamo un’occasione unica”.

Si è poi parlato anche di Iran: “Bisogna lavorare per la de-escalation. Voglio ribadire la mia solidarietà nei confronti del popolo iraniano e delle persone che legittimamente manifestano per i propri diritti, per un futuro migliore. Non credo che manifestare si possa pagare con la vita”.

Alla domanda sull’inchiesta che ha travolto il collegio del Garante della Privacy, ha affermato di non avere “elementi per giudicare”. “Posso rimettermi alla magistratura della quale mi fido. Sulle dimissioni ho già risposto”.


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