Basilicata

Melissa, si sgonfia in Appello la maxi frode dei matrimoni: pene ridimensionate

Si sgonfia in Appello la maxi frode dei matrimoni contestata a una famiglia di imprenditori di Melissa e allo chef, 3 condanne rideterminate


MELISSA – Pene ridotte in appello per la presunta maxi frode fiscale sui ricevimenti nuziali stimata in 2,8 milioni di euro, contestata a una nota famiglia di imprenditori turistici di Melissa e a uno chef. Il verdetto di secondo grado riforma parzialmente la sentenza emessa dal Tribunale di Crotone il 17 dicembre 2024, accogliendo gli effetti legati al subentrare della prescrizione.

In Appello scattano prescrizioni

La Corte ha infatti dichiarato non doversi procedere nei confronti di Salvatore Balestrieri, Giacomo Graziano e Laura De Luca in ordine ai reati estinti per prescrizione. Per l’effetto, eliminate le relative frazioni di pena applicate a titolo di continuazione, la pena è stata rideterminata in 3 anni di reclusione per Salvatore Balestrieri (a fronte dei 4 anni di primo grado), in 2 anni e 2 mesi di reclusione per lo chef Giacomo Graziano (rispetto ai precedenti 2 anni e 6 mesi) e in 1 anno e 10 mesi di reclusione per la segretaria Laura De Luca (a fronte dei 2 anni iniziali). Confermata per quest’ultima la sospensione condizionale.

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Rideterminata anche la confisca

La Corte d’Appello ha inoltre rideterminato la confisca nei limiti del profitto confermando nel resto la sentenza impugnata e rigettando l’impugnazione proposta dal terzo interessato Virginia Califano nei limiti della confisca così rideterminata. In primo grado era già caduta l’accusa principale di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale, che aveva portato a quattro assoluzioni (per Agostino Tonino Balestrieri, Antonio Balestrieri, Luigi Balestrieri, Francesco Balestrieri e Giuseppe Balestrieri).
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giovanni Mauro, Tiziano Saporito, Salvatore Iannotta, Mario Nigro ed Ettore Zagarese.


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