Scienza e tecnologia

Meglio pochi giochi ma buoni o così tanti da non saper quale scegliere?

Con i ritmi che tiene il mercato videoludico attuale tra produzioni Tripla A e panorama indie, stare appresso a tutte le nuove uscite non è affatto semplice, figuriamoci se poi si guarda anche al passato sia recente che lontano. Si rischia di accumulare così tanti giochi da avere l’imbarazzo della scelta. Ma è davvero giusto così?

Il dilemma specifico è in realtà un classico che va avanti sin da quando i videogiochi sono diventati un fenomeno di culto: meglio avere pochi titoli ma buoni, oppure così tanti da non sapere quale scegliere? Una risposta chiara e definitiva non è così semplice considerato che entrambe le opzioni hanno i loro pro e contro.

Si tratta alla fine di un discorso principalmente soggettivo, ed a questo punto può essere una buona idea raccontarvi la mia esperienza personale: chi vi scrive è infatti un collezionista che in questo momento possiede quasi 3000 giochi contando sia l’attuale generazione che le precedenti. Ciò mi farebbe dunque ricadere nella seconda categoria: ho così tanti titoli da giocare che praticamente non saprei dove sbattere la testa. Da un lato è una cosa positiva: ciò significa che se mi viene la voglia di farmi un titoli specifico probabilmente già lo possiedo e lo posso iniziare immediatamente. Giocando con costante regolarità ciò mi permette inoltre di ampliare facilmente le mie conoscenze e di avere un’idea più chiara sulla qualità di determinati prodotti e sullo status attuale dell’industria, oltre a fare confronti più immediati tra giochi attuali e passati.

Il rovescio della medaglia è tuttavia rappresentato dalla difficoltà a stare davvero dietro ad ogni gioco. Avere una collezione così ampia, destinata ad allargarsi ulteriormente, non si sposa bene con l’effettivo tempo a disposizione da dedicare alla propria passione videoludica e quindi il rischio e lasciarsi indietro troppi nomi che al contrario in un contesto più calmo ci saremmo potuto godere adeguatamente. Ecco quindi che, forse, avere pochi giochi ma buoni potrebbe essere in realtà la soluzione ideale per molti appassionati: hai ben chiaro quali titoli vuoi fare, ti concentri su uno o due giochi alla volta riuscendo quindi a viverli appieno in ogni minima sfumatura, e poi con calma si passa ai prossimi senza esagerare con gli accumuli. Certo, anche questo approccio comporta il rischio di non riuscire a seguire il flusso dei nuovi arrivi, lasciando indietro più opere che magari sono di nostro interesse: per dire, il 2026 è già pieno di giochi in uscita potenzialmente grandiosi e considerato che molti di questi dureranno anche molto a lungo ecco che andare di “pochi ma buoni” potrebbe comunque mettere addosso una certa fretta a chi segue questa filosofia.

In questi casi per davvero tutto dipende dalla volontà, le abitudini e le esigenze dei singoli giocatori. Fondamentalmente nessuno dei due approcci è davvero sbagliato, così come entrambi non sono perfetti. Fortunatamente in un modo o nell’altro il momento per riscoprire grandi nomi lasciati indietro si riesce sempre a trovare: ad esempio ci sono questi grandi Souls e Soulslike da recuperare se ancora non avete colto l’occasione.


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