Puglia

Mazzette in cambio di appalti, Mario Lerario concorda la pena

La difesa di Mario Lerario ha rinunciato ai motivi di impugnazione e concordato con la Procura Generale una pena in continuazione con la precedente condanna a un anno e due mesi di reclusione. Lo fanno sapere gli avvocati Michele Laforgia e Paola Avitabile, legali dell’ex dirigente della Protezione civile regionale, Mario Lerario, che il 15 marzo 2024 era stato condannato dal gup Giuseppe Ronzino a 5 anni e 4 mesi di reclusione al termine del secondo processo in abbreviato per mazzette da 35mila euro che avrebbe preso dall’imprenditore giovinazzese Antonio Illuzzi (condannato a 4 anni di reclusione) in cambio di appalti.

Si tratta della seconda condanna per corruzione, dopo quella ad altri 5 anni e 4 mesi per le presunte tangenti intascate dai due imprenditori Donato Mottola e Luca Leccese in cambio di appalti affidati dalla Protezione civile durante la pandemia, ormai definitiva. “A questo esito – scrivono ancora gli avvocati – si é arrivati in considerazione dell’aumento in continuazione già disposto dalla prima sentenza, irrevocabile, della integrale espiazione della condanna irrogata in quel giudizio e del percorso di piena resipiscenza compiuto dall’imputato nel corso degli ultimi anni”.

 




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