MATTARELLA: “GIOVANI, SCEGLIETE IL VOSTRO FUTURO, RIPUGNANTE RIFIUTO DI CHI NEGA LA PACE” | Notizie di cronaca
ROMA – “Desidero rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la
generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna. Auguri! Buon 2026!”.
È l’ultimo passaggio del messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale.
E ancora: “Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”.
“La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale”.
“Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale che attraversiamo. Entriamo, inoltre, oggi, in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall’economia, all’ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista. Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”.
“La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo”.
È durato 15 minuti il messaggio, confermando la media degli anni scorsi che sfiora i 16 minuti, anche se naturalmente con minutaggi diversi.
Il discorso più lungo resta il primo, il 31 dicembre 2015, 20 minuti e 15 secondi, il più breve, 10 minuti e 13 secondi, quello del 2017, seguito dai 13 minuti e 58 secondi del 2020. Nel 2018 si superarono di poco, 21 secondi, i 14 minuti, mentre nel 2019 e nel 2016 ci si fermò, rispettivamente, a 16 minuti e 11 secondi e a 16 minuti e 16 secondi, poco di più rispetto ai 16 minuti del 2022. Nel 2023 e lo scorso anno si toccarono i 17 minuti. Questo il dettaglio: 2015, 20 minuti e 15 secondi; 2016, 16 minuti e 16 secondi; 2017, 10 minuti e 13 secondi; 2018, 14 minuti e 21 secondi; 2019, 16 minuti e 11 secondi; 2020, 13 minuti e 58 secondi; 2021, 15 minuti e 15 secondi, 2022, 16 minuti; 2023, 17 minuti e 49 secondi; 2024, 17 minuti; con una media che sfiora i 16 minuti, precisamente 15 minuti e 54 secondi.




