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Mattarella alla Commemorazione delle Fosse Ardeatine oggi a Roma

Ottantuno anni dopo la strage nazifascista, l’omaggio ai trecentotrentacinque martiri delle Fosse Ardeatine. “Non dimenticare” e “tenere viva la memoria” sono le parole d’ordine che accompagnano la cerimonia per l’81esimo anniversario dell’eccidio che si svolge questa mattina alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Partecipano anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Tra gli altri, presenti alla commemorazione al mausoleo a Roma, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il ministero della Difesa Guido Crosetto, il Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun e il presidente dell’Associazione italiane famiglie dei martiri italiani, Francesco Albertelli.

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L’arrivo del presidente Mattarella è stato accompagnato da un applauso, seguito dal picchetto d’onore è stata poi deposta la corona d’alloro e contemporaneamente sono stati letti i nomi delle 335 vittime. Al termine della cerimonia, il Capo dello Stato ha visitato il sacrario ed il luogo dove avvenne la strage nazifascista decisa come rappresaglia all’attacco condotto dai Gap a via Rasella contro una colonna di occupanti tedeschi.

Tante le voci che vogliono ricordare le 335 vittime della violenza nazifascista, finché non è scoppiata la polemica: per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “l’eccidio delle Fosse Ardeatine, perpetrato dalle truppe naziste di occupazione come azione di rappresaglia per l’attacco partigiano di via Rasella, è una delle pagine più dolorose della storia nazionale”. Ancor prima, sui social, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “massacro nazista”. Il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, presente alla cerimonia presso il mausoleo, è intervenuto indignato: “Non una parola sulla attiva collaborazione e responsabilità dei fascisti come il questore Caruso. Quelle di Meloni e La Russa sono parole indegne per altissime cariche della Repubblica nata dalla Resistenza. Vorrebbero riscrivere la storia nascondendo i crimini del fascismo. Non ci riusciranno”.

“Ricordiamo e onoriamo oggi i 335 martiri delle Fosse Ardeatine, vittime innocenti della brutalità e della rappresaglia nazifascista – afferma la segretaria del Pd Elly Schlein – Per noi la memoria di quello che è stato continua a essere testimonianza di ciò che non deve più essere. E presidiare la memoria oggi è ancora più un dovere, di fronte ai tentativi di riscriverla, e non di onorarla, quella storia. La storia della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza e dalla lotta dei partigiani contro i nazisti e i fascisti”.

“Trecentotrentacinque vittime della crudele barbarie nazifascista: la memoria dell’eccidio delle Fosse Ardeatine ci ricorda quanto può essere profondo l’abisso della disumanità – ammonisce sui social Anna Ascani del Pd e vicepresidente della Camera – è fondamentale vigilare sempre per combattere rigurgiti e nuove forme di odio”.

“Non fu solo una rappresaglia, ma un atto di terrore, un monito spietato contro chiunque si opponesse alla dittatura dell’odio e della violenza. Le Fosse Ardeatine restano il simbolo del prezzo altissimo pagato per la libertà – sottolinea in una nota il Ministro delle Riforme istituzionali e della Semplificazione normativa Elisabetta Casellati – La memoria non è solo un dovere verso le vittime, ma un impegno collettivo perché l’intolleranza e l’oppressione non trovino più spazio nella nostra società”.

Durante la cerimonia Marco Trasciani, segretario dell’Anfim, ha letto in un silenzio commovente i nomi delle vittime delle fosse ardeatine. Ad ascoltare questo elenco, vite spezzate via da criminali di guerra come Erich Priebke, gli studenti di diverse scuole. Don Sergio Siddi e il rabbino capo Riccardo Di Segni hanno elevato una preghiera. Conclusa la cerimonia, il presidente della Repubblica uscendo ha salutato le tante persone, soprattutto studenti, che hanno partecipato alla cerimonia. Presenti anche i familiari delle vittime come Adriana Cordero Lanza di Montezemolo, figlia dell’ufficiale Giuseppe, mentre la nipote di Ugo De Carolis, tra la tomba e i fiori ha trovato un biglietto di stima per il Maggiore e lo mostra.”Ricordare questo evento è una cosa sempre attuale i giovani che oggi sono tantissimi hanno bisogno di storia e di esempio – commenta l’avvocato Francesco Albertelli, presidente di Anfim – noi come associazione lo facciamo ogni giorno: ricordare che sono persone ordinarie e straordinarie, perché facevano lavori comuni ma hanno fatto scelte straordinarie. I ragazzi lo capiscono con una grande empatia”.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri parla di “ferita aperta”. “Abbiamo il dovere di ricordare,abbiamo il dovere di guardare quegli occhi, quei volti, uno a uno di quelle 335 vittime: innocenti, civili, militari e esponenti della resistenza, ebrei, comuni cittadini, che da una furia omicida furono selvaggiamente trucidati dai nazisti, con la collaborazione attiva dei fascisti in uno dei crimini più efferati e feroci della guerra – commenta Roberto Gualtieri – Una ferita che rimarrà per sempre la nostra città – sottolinea Gualtieri – Ricordare è un dovere. Una società migliore può essere tale se ricorda, non dimentica mai e ricorda sempre come si è potuto arrivare a quella abisso di orrore”.

Alle 15, per la prima volta, anche in Campidoglio si terrà una cerimonia per ricordare i martiri dell’eccidio. Ci saranno Gualtieri, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, Albertelli e il presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun. La Cordonata del Campidoglio si animerà con il concerto delle Voci Bianche della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma mentre l’attrice Mia Benedetta leggerà al pubblico una serie di lettere e poesie scritte dai familiari delle vittime dell’eccidio. Infine lo srotolamento, sulla scalinata, di un lungo striscione con i 335 nomi delle vittime e che celebra Roma, Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza.


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