Toscana

Matrimoni e unioni civili: in un anno

Tra matrimoni e unioni civili, nel 2025, sono state 185 le coppie che hanno detto “sì lo voglio” nel comune di Arezzo. E sapete – facendo una media – quanto hanno speso per la location della cerimonia? 171 euro. Ovviamente la cifra è solamente teorica visto che è il risultato che si ottiene dividendo l’incasso annuale del Comune per il numero di sposi che hanno voluto convolare a giuste nozze. Sicuramente, tra questi, ci saranno casi in cui la spesa è stata irrisoria e altri, invece, che ha toccato le vette più alte.

In tutto, stando a quanto si legge nei documenti recentemente varati dal servizio welfare, educazione e servizi al cittadino ufficio servizi demografici e statistica del Comune di Arezzo, nel 2025 sono entrate nelle casse comunali 31.800 euro di reversali riguardanti i pagamenti effettuati dagli utenti in favore dell’amministrazione comunale e aventi come causale “matrimonio”. Sempre come reso noto dall’ente, dei 185 riti civili celebrati, 105 sono avvenuti durante l’orario di ufficio e 80 no.

Una distinguo per nulla banale visto che, a seconda dell’orario scelto per la cerimonia, cambiano e non poco le spese. Sì perché se il luogo dove giurarsi amore eterno è importante, anche il giorno della settimana e l’orario hanno un loro valore emotivo e, soprattutto, economico.

Le tariffe per i matrimoni civili
Il regolamento comunale prevede che il Comune di Arezzo offra ai residenti la celebrazione gratuita durante l’orario di lavoro nella sala servizi demografici (Sportello Unico piazza Fanfani). Ai non residenti, e per celebrazioni fuori orario di lavoro o in sale diverse, è richiesto un pagamento di tariffe differenziate. Così come è richiesto ai residenti se vogliono pronunciare i voti in giorni, orari e luoghi specifici tra quelli indicati come case municipali.

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Chi paga i dipendenti comunali?

Chi vuole farlo fuori dall’orario d’ufficio deve essere consapevole del fatto che, oltre al celebrante, è necessaria anche la presenza di altro personale dipendente che, ognuno per il proprio ruolo, garantisce accoglienza e attivazione del servizio. E ovviamente, come chiunque altro lavoratore dipendente, lavorare fuori orari deve prevedere una specifica retribuzione. La macchina amministrativa ha delle direttive che regolamentano anche questo aspetto e che prevedono che, una parte delle risorse derivanti dall’incasso dei tariffari matrimoniali, venga destinata ai dipendenti coinvolti.

Nel 2025 per assicurare lo svolgimento delle cerimonie, l’ufficio servizi demografici e statistica ha assegnato le attività a 12 dipendenti (2 addetti alla portineria, 7 all’ufficio servizi demografici e statistica, e 3 da altri uffici che hanno aderito a un avviso interno). A questi spetta, oltre al compenso per il lavoro straordinario per le cerimonie fuori orario di servizio, un incentivo pari al 30% degli introiti derivanti dalle tariffe, in proporzione al numero di prestazioni effettuate che è stato stimata in 11.607,42 euro, cifra che sarà ripartita tra i 12 interessati.

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