Cultura

Matilda Mann + Liang Lawrence – Live @ Arci Bellezza (Milano, 21/02/2026)

Credit: Fabio Campetti

In Italia per la prima volta, Matilda Mann da West London, classe 2001, freschissima di debutto, “Roxwell” uscito lo scorso anno, non proprio esordiente, dato che l’appena citato primo album era stato preceduto da ben 4 EP e svariati singoli.

Matilda confeziona un pop, da venature dreamy, o semplicemente pop, sfiorando, per certi frangenti, il caleidoscopio mainstream, quella capacità di essere fruibili a 360 gradi, ma, al tempo stesso, colti e, in qualche modo, alternativi.

Filastrocche esistenziali, ottima scrittura e voce delicata, angelica, al servizio di belle canzoni appunto, che si fanno notare già ad un primo ascolto, e sono l’asse portante della struttura, che insieme ad un tono vocale avvolgente raggiungono il climax. Ne sentiremo parlare sempre di più? Io sono pronto a scommettere su di lei, perché ci sono tutti gli ingredienti necessari, per non essere solo un’artista di passaggio.

Credit: Fabio Campetti

Venendo a questo suo primo live in assoluto in Italia, in un Arci Bellezza, non esaurito, ma con una buona affluenza di accaniti e urlanti fan per una piccola festa generazionale, apre la serata Liang Lawrence, altra cantautrice in rampa di lancio, anche lei londinese, con una manciata di singoli udibili, fa un set acustico di un mezz’ora abbondante, accompagnata da un sodale chitarrista, stesso genere di Matilda e una buona, quanto attitudine, genuina verso l’artigianato di scrivere canzoni. Brava.

Subito dopo, Matilda Mann fa un live impeccabile per quanto riguarda la sua performance, non sbaglia una virgola, da artista navigata e la sensazione di essere di fronte ad una reale hit maker, perché, va detto, che non ci sia un brano brutto, pure gli inediti inseriti nella setlist, lasciano già, ad un primo ascolto, le giuste vides.

Per quanto riguarda il sound, non è tutto perfetto, ma è un dettaglio decisamente trascurabile, non c’è nulla di così apparentemente negativo, anzi, semplicemente come se mancasse un pò di esperienza o amalgama. Ma ripeto trattasi di dettagli ininfluenti, perché alla fine stiamo ascoltando canzoni scritte con quella sincerità di una giovane artista, che sta cullando il sogno di raggiungere lidi lontani.

Vorrei citare tutta una serie di canzoni come “Say It Back”, “Dazed & Confused”, “Just beacuse”, “Autopilot” “Doomsday”, una splendida ed eseguita in solitaria “The Day That I Met You”, sono solo alcuni dei suoi brani fortissimi, che potrebbero, davvero, arrivare ovunque.

Buona la prima a Milano.


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