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Maternità surrogata, Spahn silurato. Paga la sua ipocrisia sulla famiglia

Un terremoto scuote i popolari tedeschi. Lo schieramento del cancelliere Friedrich Merz, presidente della Cdu, perde il capogruppo al Bundestag Jens Spahn, che ieri si è dimesso dall’incarico. Uno dei cristiano-democratici più influenti lascia travolto da una valanga di critiche per il figlio avuto da maternità surrogata negli Stati Uniti.

Vietata in Germania, la pratica è stata ripetutamente condannata dalla Cdu. Nel 2020, i liberaldemocratici Fdp chiesero una parziale legalizzazione dell’utero in affitto, ma il ministero della Salute si oppose: “Le relative particolari difficoltà nel percorso di scoperta di sé da parte del bambino sollevano preoccupazioni circa i possibili effetti negativi sul suo sviluppo”. Alla guida del dicastero vi era lo stesso Spahn, cattolico sposato dal 2017 col giornalista e lobbista Daniel Funke. Per realizzare un desiderio di paternità “condiviso da subito” col compagno, l’ex ministro della Salute ha oltrepassato le sue stesse posizioni, arrecando a sé e al suo partito un grave danno di credibilità.

Da qui la pioggia di accuse e richieste di dimissioni da capogruppo dei popolari caduta su Spahn, già al centro di polemiche per gestione della pandemia di Covid-19, aperture al partito di estrema destra Afd e contatti col movimento Maga negli Usa. Il fuoco sulla maternità surrogata è stato aperto dalla Cdu, poi da Verdi, Afd, comunità cattolica e femministe. Tutti hanno denunciato la doppia morale di Spahn, il suo aggiramento della legge a fini personali e la sua totale perdita di credibilità.

Nella Cdu intanto si è diffusa la preoccupazione che la falla aperta da Spahn nella propria credibilità si allarghi al partito, già in grave crisi di consensi come il governo che forma con cristiano-sociali Csu e socialdemocratici Spd. L’ex ministro della Salute si è difeso affermando che “Dio gioisce per ogni bambino”, la scelta della maternità surrogata è giunta dopo una “lotta” con se stesso e la dimensione privata della famiglia va distinta dal dibattito politico. Alle richieste di dimissioni il capogruppo dei popolari ha risposto che sarebbero stati i colleghi deputati a “decidere come procedere”.

A sua volta, Merz commentava seccamente che la dirigenza della Cdu avrebbe discusso della questione alla sua prossima riunione. Ieri è arrivato l’atteso passo indietro di Spahn, spinto secondo indiscrezioni dal cancelliere e presidente della Cdu. “La mia famiglia per me è più importante di tutto”, ha scritto l’ex ministro della Salute in una lettera al gruppo parlamentare Cdu-Csu.

Nella missiva, Spahn ammette: “La mia felicità personale di creare una famiglia col mio uomo e diventare padre non è compatibile col mio incarico politico”. Dopo aver festeggiato il fiocco azzurro con Funke, Spahn sventola dunque bandiera bianca. Una decisione che per Merz è “giusta” e “inevitabile”, perché “in politica la credibilità è il bene supremo”.


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