Matera, crisi Nicoletti, ipotesi governissimo alla Ruggieri
Crisi politica in Comune. C’è l’ombra di un governissimo alla Ruggieri nel 2017. Matera verso il ribaltone: dopo l’addio di Fratelli d’Italia, Nicoletti guarda al PD. Analogie col 2017 e l’ipotesi di una grande coalizione con Cifarelli
Si fa strada sempre di più l’idea di un “nuovo governissimo alla De Ruggieri”. Un bis di quanto già avvenuto nel 2017 con l’accordo tra l’ex sindaco e il Partito Democratico.
Gli ingredienti ci sono tutti. Allora c’era il 2019 con Matera capitale europea della cultura e oggi c’è il 2026 con Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo, allora c’era una maggioranza fragile e una minoranza che non vedeva l’ora di dare una mano, oggi c’è l’anatra zoppa con una maggioranza che è di nuovo minoranza e una minoranza che non vede l’ora di diventare maggioranza. Ieri De Ruggieri e Muscaridola, oggi Nicoletti e Cifarelli un passo breve a dispetto delle apparenze.
CRISI IN COMUNE, LO SPETTRO DEL GOVERNISSIMO STILE RUGGIERI PER IL SINDACO NICOLETTI
Insomma nei corsi e ricorsi storici della politica materana l’ipotesi più probabile è quella di creare una sorta di grande coalizione che strada facendo e attraverso un processo di adesione o di allontanamento quasi naturale porti ad un vero e proprio ribaltone.
Per sintetizzare ed estremizzare la prospettiva nel medio termine potrebbe diventare Nicoletti sindaco con la maggioranza di Cifarelli in modo che l’anatra zoppa prenda davvero vita.
CORSI E RICORSI NELLA STORIA DEL COMUNE A MATERA, DA RUGGIERI A NICOLETTI
È la soluzione sotto gli occhi di tutti e probabilmente agognata dalla gran parte del Consiglio comunale dopo il colpo di teatro (nell’aria da diversi giorni e scampato già al precedente Consiglio comunale solo per l’assenza compatta e oggi ancor più chiara nelle motivazioni della maggioranza) del ritiro della candidatura di Augusto Toto e dell’abbandono di Fratelli d’Italia e della maggioranza insieme alla consigliera Cerrone togliendo di fatto i numeri al sindaco Nicoletti e aprendo una crisi con poche opzioni davanti.
IL RIBALTONE DOPO L’ADDIO DI TOTO DI FRATELLI D’ITALIA
Una può essere certamente quella di verificare, come già fatto in prima battuta, se ci possono essere altri consiglieri “responsabili” pronti al passo da una parte all’altra della barricata ma certo adesso le opzioni rispetto all’avvio della consiliatura appaiono meno e le posizioni più definite per cui i margini di manovra del sindaco minori.
La strada maestra dunque porta ad aprire la porta ad una minoranza che da sempre come dimostrano molti dei voti di questi primi mesi di consiliatura non aspetta altro. Ma certo è una strada non priva di ostacoli.
GLI OSTACOLI IN MAGGIORANZA PER NICOLETTI
Già perché per lavorare ad una grande coalizione Nicoletti correrà il rischio di trovare ostacoli in quella che oggi è la sua maggioranza.
Una maggioranza ridimensionata in Fratelli d’Italia, sovradimensionata in Forza Italia e con pezzi di centrodestra che vedono con qualcosa più di una semplice diffidenza l’ipotesi di un’intesa con la coalizione avversa memori appunto di quanto già successo in passato con De Ruggieri (quando Nicoletti era nello staff dell’ex sindaco) quando i pezzi del centrodestra che avevano vinto le elezioni si ritrovarono all’opposizione.
UNA TERZA OPZIONE
Insomma è una strada non priva di incognite che metterebbe in conto evidentemente di perdere pezzi importanti di maggioranza per aprire all’opposizione.
Ci può essere una terza opzione ma appare più lontana almeno a giudicare dai toni utilizzati e dalla scelta effettuata che va oltre il semplice ritiro della candidatura a Presidente del Consiglio ma mette un solco con Fratelli d’Italia e la maggioranza e parliamo di un possibile passo indietro di Toto. Ad oggi difficilmente prevedibile.
Insomma le scelte per Nicoletti appaiono risicate e la tenuta politica della maggioranza evidentemente a rischio. Potrebbe non bastare a questo punto anche la sola intesa sulla presidenza del Consiglio da lasciare all’opposizione.
QUANTI CONSIGLIERI SERVONO A NICOLETTI
Servono sempre 22 consiglieri presenti in aula per eleggere il presidente e dunque Nicoletti avrà bisogno di un’intesa quanto più ampia possibile. Non è da escludere anche l’idea che si scelga di navigare a vista con una maggioranza che va avanti come minoranza.
CRISI IN COMUNE, IL RISCHIO DI UNA SOLUZIONE AL RIBASSO
Ma senza una minoranza che ha la voglia e il coraggio di mandarla a casa. Già perché la certezza generale in questo contesto che può diventare l’unico vero punto a favore del sindaco Nicoletti (ma non della città) e che a casa nessuno vuole davvero andarci in questo momento che siamo ancora ad inizio consiliatura.
Ed allora una soluzione in un modo o nell’altro verrà trovata.
Il rischio è una soluzione al ribasso che finisca per penalizzare la città e la sua necessità e il suo diritto di essere governata e ben governata.
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