Matematica scoglio degli studenti italiani: solo il 49,2% ha competenze adeguate alla maturità, mentre il gender gap penalizza le studentesse di 7,6 punti

Il Rapporto Invalsi 2025 certifica che il 49,2% dei maturandi non ha competenze matematiche sufficienti, con un divario Nord-Sud di 30 punti che pesa come un anno scolastico perso. L’emergenza educativa persiste alle superiori dove la dispersione implicita risale, aggravata da un gender gap di 7,6 punti che penalizza le studentesse già dalla scuola primaria.
I dati consolidati del Rapporto Invalsi 2025 delineano uno scenario complesso per il sistema scolastico italiano, con la matematica che si conferma lo scoglio principale per gli studenti, in particolare al termine del ciclo secondario. Le rilevazioni mostrano una situazione che, pur essendosi stabilizzata rispetto al calo post-pandemico, evidenzia fratture territoriali e di genere ancora molto profonde, specialmente nel Mezzogiorno.
Quinta superiore: competenze insufficienti per oltre la metà degli studenti
Il dato più critico riguarda l’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado (Grado 13). A livello nazionale, solo il 49,2% degli studenti raggiunge almeno il livello base di competenza matematica. Ciò significa che la maggioranza dei diplomandi conclude il percorso scolastico senza possedere gli strumenti necessari per affrontare problemi complessi o interpretare dati quantitativi, requisiti fondamentali per l’accesso all’università e al mondo del lavoro.
Anche nel biennio (Grado 10) i risultati faticano a risalire: la quota di studenti con competenze adeguate si ferma al 53,7%. Il Rapporto definisce questa fase come una “sostanziale invarianza”, indicando che il sistema non è ancora riuscito a recuperare i livelli di apprendimento registrati nel 2019.
La distanza tra Nord e Sud: 30 punti di differenza
L’analisi territoriale evidenzia come il Paese resti profondamente diviso. Le performance migliori si registrano nel Nord-Est: le Province Autonome di Trento e Bolzano guidano la classifica con percentuali di studenti adeguati (livelli 3, 4 e 5) rispettivamente attorno al 65% e al 63%. Anche Veneto e Friuli Venezia Giulia confermano risultati superiori alla media, con circa sei studenti su dieci in possesso delle competenze richieste.
La situazione cambia drasticamente scendendo sotto il Lazio. In tutto il Sud e nelle Isole, la maggioranza degli studenti conclude il ciclo secondario senza le competenze di base (fermandosi ai livelli 1 e 2). In Campania, Calabria e Sicilia, la quota di insufficienze tocca o supera il 65-70%. In particolare, la Calabria presenta punteggi medi stabilmente collocati al livello 2. Questo divario di circa 30 punti Invalsi tra Nord-Est e Sud corrisponde a una differenza di apprendimento stimata in oltre un anno scolastico. Anche in Sardegna oltre il 60% dei diplomandi resta sotto la soglia della sufficienza.
Il divario di genere: 7,6 punti a favore dei maschi
I dati 2025 ribadiscono una tendenza strutturale: le studentesse ottengono risultati in matematica inferiori rispetto agli studenti maschi. Al termine delle superiori, il divario si attesta a 7,6 punti a parità di contesto socio-economico. Questa differenza non è un fenomeno isolato dell’adolescenza, ma affonda le radici nella scuola primaria. Già in seconda elementare si registra un distacco di 3,6 punti, che tende ad aumentare nel corso degli anni scolastici.
Scuola Primaria e dispersione scolastica
Per quanto riguarda il primo ciclo, in quinta elementare (Grado 5) il 66,4% degli alunni raggiunge la fascia base in matematica, un dato in calo di 1,8 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Anche in questo grado scolastico le differenze regionali sono marcate: se Umbria e Marche ottengono risultati sopra la media, in Sicilia e Sardegna oltre il 40% degli alunni di seconda elementare non supera i livelli minimi (1 e 2).
Un elemento da segnalare riguarda la dispersione scolastica implicita, ovvero la percentuale di studenti che ottengono il titolo senza le competenze di base previste. Al termine della terza media, tale dato è sceso al 12,3%, toccando il minimo storico. Tuttavia, la tendenza si inverte alle superiori: al Grado 13 la dispersione implicita sale all’8,7%, segnando un peggioramento di oltre 2 punti rispetto al 2024.
Source link



