Maspalomas | Indie For Bunnies
Nel vedere i primi dieci, fulminanti minuti di questo film candidato a quasi una decina di Goya (l’equivalente dei nostri David di Donatello), non ho potuto fare a meno di immaginarmi una sua proiezione in una sala italiana. Gli sguardi sdegnati del pubblico, quindi, di fronte a un ultrasettantenne che si fa sbocchinare e penetrare da un uomo quarant’anni piú giovane tra le dune delle Canarie.

È la vita quotidiniana di Vicente (uno spettacolare Jose Ramon Soroiz) da 25 anni, finchè un ictus lo costringe in una casa di riposo del natío Pais Vasco e, nuovamente, al silenzio sulla sua sessualitá.
Inizia cosí un queer movie dolce, ma dolente. Spinto, quasi al limite col porno, ma delicato quando si viene alle emozioni. Nel quale nulla è scontato e le circostanze storiche, dal franchismo della gioventú dei protagonisti al covid, vengono manipolati con intelligenza.
Un motivo in piú per vederlo? Un utilizzo del nostro Battiato a dir poco poetico – oltre a quello, forse piú citofonato ma altrettanto avvincente, dei Bronski Beat.
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