«Martire riconosciuta pure da Mattarella»
ANCONA Il parco di via Sacripanti intitolato a Norma Cossetto, vittima delle foibe, continua a far discutere. «Un’italiana trucidata, come altri» interviene il sindaco Daniele Silvetti. «Ancora continua la narrazione che gli esuli istriani e dalmati erano fascisti? – s’interroga il primo cittadino con un marcato disappunto – così non facciamo del bene alla verità storica».
Le scintille
La miccia si è accesa venerdì in commissione Toponomastica, quando la maggioranza ha messo sul tavolo la proposta di dare al parco cittadino nei Quartieri Nuovi il nome della giovane studentessa istriana uccisa ad ottobre del ‘43 dai partigiani di Tito nella foiba di Villa Surani. Immediatamente è partito il fuoco incrociato tra maggioranza e opposizione. Il più tranchant nel giudizio è stato il consigliere di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, che ieri ha rimarcato il concetto già sostenuto in commissione, in un video diffuso sui social: «Norma Cossetto apparteneva ad una famiglia di quel classico fascismo di confine. La chiamano intitolazione, per noi è un’operazione ideologica». «Erano italiani che furono costretti a lasciare le loro terre, altrimenti venivano trucidati – contesta il sindaco – c’è stata un’epurazione sistematica, oppure vogliamo negare anche questo fatto storico?». Silvetti aggiunge anche un altro particolare: «Ad Ancona, in quei giorni terribili, venivano fermati i treni che trasportavano gli esuli dalmati. La nostra città ha da farsi perdonare qualcosa rispetto a questo tema, all’epoca Ancona non si comportò bene». E poi cita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «che ha più volte ricordato Norma Cossetto come simbolo delle vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, definendola una figura cardine della memoria nazionale». Come dire: se la figura di Norma Cossetto è stata istituzionalmente sdoganata e rivalutata dal presidente Mattarella, perché non dovrebbe omaggiarla Ancona con l’intitolazione di un parco cittadino? Il senso sembra in sostanza questo.
Il dibattito
Ma il dibattito divampa sui social e continua ad alimentare commenti da una e dall’altra parte. Intanto ci si avvicina al Giorno del Ricordo, il 10 febbraio. Ed è facile che le polemiche si protrarranno fino a quell’appuntamento di cui però il Comune di Ancona non ha ancora dato comunicazione di eventuali celebrazioni. «Quello a cui stiamo assistendo – continua Silvetti – mi sembra un approccio a dir poco ruvido di fronte a ciò che dovrebbe esprimere una celebrazione istituzionalizzata e di fronte ad una figura che non so se in altre parti d’Italia ha ricevuto tali commenti».




