Maroon 5 – Love Is Like: Adam Levin e soci sono ormai finiti? :: Le Recensioni di OndaRock
Yeah, we can go all night, all night
‘Til the sunlight, sunlight
And if you just take my heart
We can go on and on ‘til morning
We do it all night
Procediamo per assurdo: non sapete chi sono i Maroon 5, né Adam Levine. Vi siete persi le loro canzoni strafamose, vent’anni abbondanti di presenza nel mainstream. È un’ipotesi azzardata, bislacca, ma ci fa comodo partire da qui per mettere in fila le idee. Le origini dei Maroon 5 sono in una band pop-rock nata a Los Angeles nel 1994 con il nome di Kara’s Flowers. Cambiano nome, stile e formazione nel 2001. Sono guidati dal cantante e chitarrista Adam Levine, bonazzo ammiccante dal falsetto facile, e hanno raggiunto il successo internazionale con l’album d’esordio “Songs About Jane” (2002) e il singolo “This Love”: è un caso tipico di sleeper hit, visto che impiega due anni a ottenere un clamoroso successo commerciale.
Dopo, hanno consolidato la loro presenza nelle classifiche grazie a successi internazionali come “Moves Like Jagger” con Christina Aguilera, “Sugar” e “Girls Like You” (con Cardi B), vincendo anche un Grammy come Best New Artist nel 2005 e altri due per le canzoni “This Love” e “Makes Me Wonder”. Gli album non sono mai stati il loro forte e, nonostante i cambi di stile li abbiano portati a seconda dei casi più verso l’elettronica, il blue-eyed soul e il funk mantenendo una chiara attitudine pop, il migliore rimane forse il pop-rock del succitato esordio. Con milioni di copie vendute, streaming miliardari e otto album in studio, compreso questo “Love Is Like”, la band si è affermata come uno dei gruppi pop più longevi e di maggior successo globale degli ultimi decenni. Non diamolo per scontato, ma lo è: il tema principale del loro canzoniere è il sentimento dell’amore.
Cercare il capolavoro compositivo o lirico qui dentro è come cercare un diamante come regalo nell’Happy Meal: speranza mal riposta. Le hit, però, e le canzoni di pop-qualcosa efficaci, immediate e abbastanza generiche da funzionare a ogni aperitivo o festicciola ci dovrebbero essere. Purtroppo, l’iniziale “Hideaway” è fiacca persino per i loro standard, un ritornello affollato di sovraincisioni della voce, un testo senza guizzi, un arrangiamento che ricorda troppo il loro stesso passato. Più funk “All Night”, con un bel sax vintage, e più r’n’b “Yes I Did”, dove l’arrangiamento si stratifica nel finale con tanto di assolo di chitarra elettrica: sono canzoni degne di superstar del pop, impeccabili ma abbastanza dimenticabili. Pilota automatico in “Priceless”, con Lisa, e appena più simpatico il botta e risposta amoroso di “I Like It” con Sexyy Red.
Il momento migliore è forse il pop-rap di “Love Is Like” (feat. Lil Wayne), con un po’ di soul. In generale gli ospiti aggiungono qualcosa, aiutano a speziare pietanze altrimenti insipide.
Se la prima metà scorre senza entusiasmi, dopo va peggio. Più che musica da sottofondo per un aperitivo innocuo, scivolano verso un insapore frullato di pop degli ultimi vent’anni. Si giocano persino la ballata acustica malinconica con il riverbero a cannone in “California”.
Sono appena 27 minuti e si fatica a ricordare un brano, anche al secondo o terzo ascolto. Su Spotify, però, sono tra i venti artisti più ascoltati al mondo, con oltre 70 milioni di ascoltatori mensili, quindi sembra che il mercato, almeno un grosso segmento, li apprezzi più di quanto giustifichi quest’album da dimenticare. Più Maroon 4 che 5.
23/09/2025




