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Marco Masini risponde al questionario di Proust: «Il mio più grande rimpianto? Quando mia madre morì, ero a suonare la samba. Sono sempre stato troppo devoto al lavoro»

Se potesse cambiare una cosa di lei, quale sarebbe?
«A volte sono troppo devoto al mio lavoro e spesso mi trascuro un po’. Vorrei dedicarmi di più a me stesso, magari per andare a pescare».

Qual è la sua idea di felicità perfetta?
«La felicità perfetta non esiste perché il tempo che passa non ti regalerà mai la stabilità».

Qual è il suo bene più prezioso?
«Mia madre, per me è sempre stato un angelo protettivo. Mi ha dato la vita e la possibilità di essere ciò che sono».

Come le piacerebbe morire?
«Addormentandomi in un momento di non lucidità, altrimenti potrebbero subentrare panico e paura».

Qual è la persona vivente che ammira di più?
«Sicuramente mia sorella, perché si è sobbarcata un carico incredibile, ha preso il posto di mia madre da quando ho dodici anni».

Qual è la caratteristica che più deplora di sé?
«Sono un po’ troppo perfezionista. Sono troppo attaccato al dettaglio. Dovrei imparare a vedere le cose meno con la lente d’ingrandimento».

Qual è la caratteristica che più deplora negli altri?
«La mancanza di confronto e dialogo».

Qual è la sua abitudine più dispendiosa?
«Purtroppo la nicotina. Ora con la sigaretta elettronica, le provo tutte».

Qual è il suo viaggio preferito?
«Il viaggio per andare a fare il concerto».

Qual è la virtù più sopravvalutata?
«Forse il talento, perché è soggettivo».

In quali occasioni mente?
«Mento soprattutto a me stesso, quando non voglio vedere una cosa che tutti vedono e per egoismo mi dico che è una cosa bella sapendo benissimo che non lo è».

Cosa le piace meno del suo aspetto?
«Forse l’altezza, mi piacerebbe avere qualche centimetro in più. Ma il mondo è bello anche da qua giù (o forse brutto!)».

Qual è la persona vivente che disprezza di più?
«Nessuna in particolare. Non nutro odio, ci sono delle cose che mi mettono tristezza come l’abuso, la violenza, il bullismo. Penso alla mia vita e cerco di stare lontano dalle persone negative».

Qual è la sua più grande paura?
«Il terremoto. Sono “sismofobico”. In generale, ho paura della natura che si ribella. Ho fatto molte partite del cuore con la Nazionale cantanti, ho visto tanta gente nei container e mi ha fatto male».

Quali sono le parole o le frasi che usa più spesso?
«“Eddie no…?!” che vuole dire: certo che sì!».

Qual è il suo più grande rimpianto?
«Il rimpianto è sempre figlio del difetto di essere sempre troppo devoto al mio lavoro. Quando mia madre morì io ero a suonare la samba in un locale da ballo vicino a Chianciano Terme…».

Quando e dove è stato più felice?
«Di solito i momenti più felici si hanno con la vita privata e il lavoro, quindi dico con le donne che ho amato (soprattutto all’inizio delle storie) e con la vittoria di Sanremo del 2004».

Qual è il talento che più le piacerebbe avere?
«Mi piacerebbe saper aiutare di più le persone. Ad esempio ammiro molto chi parte e va a salvare gli altri quando ci sono delle tragedie. È un “fai da te” che io non ho. Non saprei spostare una lastra o costruire una scala con una corda. Per me attaccare un quadro è già un problema. In sintesi, mi piacerebbe avere l’arte di arrangiarsi, utilissima per aiutare noi stessi e gli altri».


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