Cultura

Marcho Gronge e Luca Giuoco

“Il Giuoco di Gronge” è il titolo e, allo stesso tempo, il gioco di parole che descrive la collaborazione tra Luca Giuoco (musicista ambient/sperimentale e autore del blog COLLETTIVOINCONSCIO) e Marcho Gronge (musicista estremamente sperimentale, autore di due progetti a suo nome). Questa nuova collaborazione è stata pensata come una serie di mosse e contromosse tra i due autori che, durante la realizzazione dell’album, hanno risposto l’uno alle composizioni dell’altro per creare un mix paradossale che consente la coesistenza delle anime dei due musicisti.

Se Luca Giuoco si muove in un ambient dilaniato da scosse telluriche, registrazioni ambientali e glitch, Marcho Gronge crea sonorità più ironiche e imprevedibili, tra testi nonsense, no wave e surrealismo in stile Residents, come dimostrano i deliranti album “Dolci ricordi” (2012) e “XXX Cremone gigante per soli adulti” (2013).
Questo “gioco” di botta e risposta tra i due crea infine un album abbastanza unitario da poter quasi essere considerato un concept: una lunga composizione divisa in undici sperimentazioni di mellotron, noise, glitch, rumorismo e field recordings. Il brano iniziale “Ritorno”, grazie alla voce automatizzata di una stazione ferroviaria, dà proprio l’idea dell’inizio di un percorso, forse un ritorno a qualcosa di non ancora concluso.

Vocalizzi afasici (“Contemporaneo”), ninne nanne elettroniche (“Fossile”), momenti noise (“Lattiginoso”) creano un lungo tragitto verso ipnotiche melodie inattese (“Gorgo”), squarciate da motivetti da telefonino che divengono infine un lungo flusso ambient oscuro, affatto rassicurante.
Oltre alla già citata “Gorgo”, la sintesi migliore tra i due musicisti è senz’altro “Alterego”, con la lettura lo-fi di Gronge che ci immerge in un passato filosofico di riflessione ormai spazzato via da una modernità violenta e deumanizzata, riassunta da battiti elettronici noise. “Umanesimo” è il punto emotivamente più solido, con i synth a creare un crescendo di pathos ornato da rumori di fondo.

“Il Giuoco di Gronge” funziona come dialogo tra due musicisti diversi, ma allo stesso tempo come passepartout per una visione del mondo alternativa, dove il nonsense smette di essere tale e diventa l’unico linguaggio ancora credibile.

29/03/2026




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »