Marcello Fois al Quirinale: “Qui la cultura è centrale, NO alla Sardegna-Cayenna”
NUORO – In una giornata destinata a restare scolpita nella storia civile della città, lo scrittore Marcello Fois ha tenuto una straordinaria lectio-magistralis alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un intervento potente che, partendo dall’eredità di Grazia Deledda, ha rivendicato la centralità culturale di Nuoro, denunciando al contempo i rischi di isolamento e di deriva punitiva che minacciano oggi l’entroterra sardo. Fois ha richiamato i giganti che hanno reso Nuoro un faro nel mondo: da Sebastiano Satta a Giorgio Asproni, da Salvatore Cambosu a Sebastiano e Salvatore Satta. Una costellazione di intellettuali che dimostra come la Sardegna, pur geograficamente periferica, sia sempre stata al centro del pensiero europeo. “Siamo in periferia, ma per la nostra cultura siamo sempre stati centrali”, ha ribadito lo scrittore, sottolineando che l’identità nuorese emerge con forza proprio quando ci si trova lontano dall’Isola.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto S.Novellu)
Il cuore della riflessione si è poi spostato sulle ferite aperte del presente. Utilizzando la metafora della cultura come difesa, Fois ha lanciato un monito durissimo: la Sardegna rischia di diventare la nuova “Cayenna d’Italia” a causa dell’inasprimento del regime di 41-bis nelle sue carceri. Un ritorno a un passato oscuro dove l’isola veniva percepita esclusivamente come zona punitiva dello Stato. A questo isolamento istituzionale si aggiunge quello logistico, con trasporti pensati per soddisfare le esigenze stagionali dei turisti e non i diritti quotidiani dei sardi. Uno dei passaggi più toccanti ha riguardato l’emancipazione femminile. Grazia Deledda è stata indicata come esempio per le donne moderne: in un’epoca in cui l’istruzione non era una prerogativa femminile lei conquistò con fatica il diritto allo studio e alla parola. In questa linea di eccellenza, Fois ha rivolto un’accorata esortazione alle istituzioni affinché venga dedicata una statua a Maria Giacobbe, intellettuale che fece della propria “nuoresità” all’estero un vanto e un modello culturale.
Secondo lo scrittore, nulla è più nuorese che ipotizzare la modernità senza l’obbligo di abbandonare le radici. Nuoro continua ad avere molto da dire, essendo la sede di importanti case editrici, musei d’arte contemporanea e istituzioni etnografiche di rilievo nazionale. L’intervento, pronunciato davanti alla massima carica dello Stato, risuona come un appello alla dignità di un territorio che non accetta di essere ridotto a colonia penale o a villaggio vacanze. La cultura resta l’unica arma per difendere l’identità sarda dalle logiche di esclusione e per riaffermare il diritto di Nuoro a essere protagonista della storia italiana. In questa stagione di fazioni, Fois ha riconosciuto al presidente Mattarella l’autorevolezza necessaria per rappresentare tutti, assicurando che la “Piccola Atene” non si tirerà indietro di fronte alle sfide del futuro.
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