Marassi, lavori in ritardo per l’asilo ex Camoscio: “Ma il cantiere è pronto a ripartire”
Genova. Lavori fermi – di nuovo – da un mese e mezzo sulle alture di Marassi per la costruzione del nuovo polo scolastico al posto dell’ex asilo Camoscio in salita Gerbidi. Una vicenda travagliata per gli abitanti del quartiere, con ulteriori ritardi destinati ad accumularsi rispetto all’obiettivo di completare almeno la prima fase entro giugno 2026. Ma le attività dovrebbero riprendere nei prossimi giorni, una volta superato lo scoglio che ha costretto gli operai a fermarsi (o quasi) nelle ultime settimane.
A spiegare cosa è successo è l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante: “La ditta appaltatrice, oltre ai lavori, doveva redigere il progetto esecutivo. Per due volte i verificatori del Rina lo hanno bocciato perché non rispettava le norme di conformità. Il nodo è la palificazione, perché quell’area è interessata da una paleofrana e bisogna evitare smottamenti. Questo è il motivo per cui è stato rigettato. Finalmente ieri i tecnici hanno dato l’assenso e oggi i nostri uffici hanno avviato le operazioni per dare il via libera. Già dalla prossima settimana i lavori riprenderanno a pieno ritmo“.
Il cantiere si era già bloccato a ottobre, dopo la fine delle attività di demolizione, e anche allora lo stop era stato attribuito alle verifiche sul progetto esecutivo. “Nessun ritardo“, la rassicurazione arrivata in quel momento da Municipio e Comune. Adesso, invece, è certo che il termine contrattuale che fissava a giugno 2026 il completamento dell’asilo nido dovrà essere rivisto. “Sicuramente andremo oltre la scadenza – conferma Ferrante – ma se arriviamo al 50% del target stabilito per i fondi del Pnrr non importa. Bisogna riuscirci per forza, non abbiamo alternative”.

Nelle scorse settimane il tema era stato affrontato in Municipio Bassa Valbisagno, ma il presidente Fabrizio Ivaldi non aveva fornito dettagli sulle ragioni dell’ennesima interruzione. “Si limitano a dire che la demolizione è terminata e che sono in corso monitoraggi geologici, oltre alla verifica del progetto ancora in corso – aveva lamentato la leghista Sonia Paglialunga, autrice di un’interrogazione in consiglio -. Nessuna spiegazione sul motivo del blocco né sulle nuove tempistiche, nonostante la conclusione dei lavori fosse prevista per giugno 2026. Trovo che sia una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini non fornire alcuna spiegazione su un tema sollevato proprio a seguito delle loro segnalazioni e delle richieste dei residenti della zona. Ancora una volta, il coinvolgimento dei municipi è solo a parole”.
I lavori erano stati appaltati dalla precedente amministrazione alla ditta Massucco di Cuneo per un valore di 6,75 milioni di euro, una cifra aumentata nel corso degli anni e coperta per 5 milioni da fondi ministeriali complementari al Pnrr. Dal 2021, quando l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi annunciava la nuova scuola d’infanzia “entro due anni”, il progetto ha dovuto fare i conti con diversi ostacoli amministrativi e aumenti di costi.

La scorsa estate, finalmente, è stato abbattuto il prefabbricato che ospitava l’ufficio affissioni del Comune. Al suo posto sorgerà un volume unico a forma di elle con una superficie di circa 750 metri quadrati. Il piano terra sarà destinato all’asilo nido e potrà ospitare 60 bambini, mentre la scuola d’infanzia sarà al primo piano e sarà dimensionata per 75 bambini. La sopraelevazione, però, farà parte di una seconda tranche dei lavori insieme alla demolizione dell’ex asilo sotto via Coppedè. All’esterno ci saranno aree verdi, in parte attrezzate, per 2mila metri quadrati. Sulla copertura saranno installati pannelli solari per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e acqua calda sanitaria.




