Liguria

Marassi, lavori fermi all’ex asilo Camoscio ma Guidi assicura: “Nei prossimi giorni si parte”

Genova. Inizieranno entro il mese di aprile le opere di demolizione nel complesso che ospiterà il nuovo asilo di viale Bracelli, sulle alture di Marassi. Lo assicura il presidente del Municipio Bassa Valbisagno Angelo Guidi dopo l’apparente “falsa partenza” degli scorsi giorni, con la chiusura dell’area cani senza tuttavia che partisse alcun lavoro sugli edifici fatiscenti che attendono da anni di essere sostituiti.

“In quel punto dovranno passare mezzi di lavoro piuttosto ingombranti e per questo andrà stondato l’angolo di un muro. Durante questa fase dovremo chiudere temporaneamente la strada che porta in salita Gerbidi – spiega Guidi -. Ci sono cittadini che hanno esigenze particolari, è una situazione da gestire con attenzione. Al momento è in corso la pianificazione di questo intervento, ci vorrà ancora una decina di giorni, dopodiché si potrà iniziare”.

Nel frattempo la ditta Massucco di Cuneo, che si è aggiudicata l’appalto da 6,75 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione, sta ultimando la progettazione esecutiva in un costante confronto con gli uffici del Comune. Il primo ad essere abbattuto sarà il fabbricato che ospitava l’ufficio affissioni del Comune. Sul palazzo adiacente, il civico 67 di viale Bracelli, sono stati installati alcuni accelerometri per monitorare l’impatto delle vibrazioni. Poi toccherà all’ex asilo Camoscio che sorge appena sotto via Coppedè.

Al posto dell’ex asilo e della palazzina pubblica in disuso sorgerà una struttura nuova di zecca a forma di C che ospiterà asilo nido, scuola dell’infanzia, sezione primavera e spazi esterni, compreso un parcheggio di servizio. Tutti servizi che mancano ormai da anni nel quartiere.

L’annuncio risale ormai al lontano 2021, quando il vicesindaco Pietro Piciocchi aveva assicurato che “entro due anni” il quartiere avrebbe avuto una nuova scuola d’infanzia. Sul piatto c’erano già 4,5 milioni di euro, provenienti in gran parte da un bando del Miur con altri fondi del Comune. Il cantiere, però, non era mai partito. A intralciare l’avvio dei lavori, oltre all’aumento generalizzato dei costi e alla complessità della ristrutturazione, sono state le divergenze tra i progettisti della ditta umbra Eutecne e gli uffici del Comune.




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