Umbria

Manutenzione e rilancio del Lago Trasimeno,


Anche l’area del Trasimeno avrà un consorzio di bonifica con relativa tassazione per garantire manutenzioni ordinarie e straordinarie e il miglioramento del bacino lacustre in chiave ambientale? Al momento la Giunta regionale non ha preso una posizione ufficiale ma sta valutando varie ipotesi, tenendo comunque conto di quanto richiesto ufficialmente dall’autorità dell’Appennino centrale, l’AUBAC (sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente), che ha dato indicazioni di garantire la copertura dell’intero territorio regionale con lo stesso livello di manutenzione, attraverso la copertura di tutto il territorio regionale con consorzi di bonifica. È dunque una direttiva che arriva dal Governo nazionale. Sull’ipotesi di un nuovo consorzio di bonifica, finalizzato al Lago Trasimeno, ha interrogato l’assessore De Luca con un’interrogazione il capogruppo dei civici di opposizione Nilo Arcudi:”

Ipotesi nuovo consorzio e il punto su enti di bonifica in Umbria

È recentemente emersa l’ipotesi di inserire il comprensorio del Trasimeno all’interno di un Consorzio di Bonifica, con la conseguente introduzione di un contributo economico a carico di cittadini e imprese. La manutenzione del Lago Trasimeno costituisce una funzione di interesse pubblico generale e dovrebbe essere garantita prioritariamente attraverso risorse pubbliche regionali e statali. L’introduzione di nuovi contributi rischierebbe di scaricare sui cittadini e sulle attività economiche locali i costi derivanti da carenze organizzative e finanziarie accumulate nel tempo”. Per Arcudi bisogna trovare un piano alternativo con fondi appositi che non siano ancora a carico dei cittadini e del mondo del lavoro. L’assessore De Luca ha voluto prima fare il punto sugli enti di bonifica in Umbria, lanciando anche una stoccata alla passata amministrazione comunale che nulla ha cambiato su questa gestione: Il 40% del territorio regionale è coperto da consorzi di bonifica che hanno un ruolo di tassazione, il restante 60% è invece competenza di AFOR, il tutto ovviamente sostenuto dalla fiscalità generale. Nel 40 per cento dei territori (dati 2023) sono stati emessi ruoli per circa 2 milioni e 40mila euro nel Consorzio di Bonificazione Umbra, 4 milioni 680mila euro nel Consorzio Tevere Nera, 1 milione 770mila euro circa nel Consorzio Val di Paglia”.

Decisioni e responsabilità sulla manutenzione

Poi De Luca ha voluto precisare da dove è arrivata l’ipotesi di un consorzio di bonifica per il Trasimeno, che è frutto di una decisione che arriva dal Governo: “È un’indicazione governativa. Noi non ci tiriamo indietro dalla sfida che è all’ordine del giorno nell’ambito della messa in sicurezza del territorio, in un contesto di emergenza climatica e ambientale in cui è necessario sempre di più trovare la modalità di inversione, da riparazione del danno a prevenzione. Faremo quindi tutto quanto possibile per fare manutenzione ordinaria”. Una risposta che lascia intendere la volontà di continuare a investire sul Trasimeno ma la Regione deve comunque tenere conto delle indicazioni dell’autorità dell’Appennino centrale, l’AUBAC (sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente) che spinge per un consorzio di bonifica.

Le risorse investite per il Trasimeno

“La collega assessora Simona Meloni – ha concluso De Luca – in un solo anno ha fatto tantissimo per il Trasimeno: sono stati sbloccati 1 milione 780mila euro del Mase rimasti fermi; 115mila euro per la manutenzione regionale dei fossi; 90mila euro di risorse ricavate da finanziamenti PNRR per la manutenzione del Maranzano; 1 milione di euro sbloccati, stanziati dal commissario Dell’Acqua, su cui è stato fatto un lavoro eccezionale che ha permesso la navigabilità anche nelle giornate di Pasqua; 350mila euro per l’intervento sulla frana dell’Isola Maggiore, ulteriori 110mila euro sbloccati per il pontile nel comune di Tuoro. Si tratta di uno stanziamento di risorse senza precedenti negli ultimi decenni”.

Dubbi e alternative

Nella replica, Arcudi ha ribadito che l’assessore, nella sua risposta all’interrogazione, non avrebbe fugato le preoccupazioni rispetto a un nuovo consorzio al lago Trasimeno: Proviamo ad abolirli o comunque cerchiamo di non creare nuovi consorzi. Il Trasimeno, come altri, ha già fatto uno sforzo molto rilevante subendo una manovra fiscale che è la più grande della storia dell’Umbria, quindi le nuove ed aggiuntive risorse potrebbero essere utilizzate anche in questo”.


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