Manovra, 20 miliardi in più per la difesa in tre anni. Deficit-Pil al 3% nel 2025
ROMA – Rapporto deficit/Pil al 3% quest’anno. Con il prodotto interno lordo in crescita dello 0,7% nel 2026, dello 0,8 nel 2027 e di un più 0,9 nel 2028. E le spese destinate alla difesa che saliranno dello 0,15% della ricchezza nazionale nel 2026, di uno 0,3% nel 2027 e di mezzo punto nell’anno successivo. Risultato: circa 20 miliardi in più, in valore assoluto, spalmati nel triennio. Un incremento che, spiega il governo, è subordinato all’uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo. Sono i numeri che l’esecutivo ha messo nero su bianco nel Dpfp, il documento programmatico di finanza pubblica varato da Palazzo Chigi in serata.


“Confermiamo la linea di ferma e prudente responsabilità, che tiene conto della necessità della tenuta della finanza pubblica nel rispetto delle nuove regole europee e delle imprescindibili tutele a favore della crescita economica e sociale dei lavoratori e delle famiglie”, commenta il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.
Con la manovra, annuncia una nota del Mef, “si darà luogo a una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro e si garantirà un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale. Al fine di dare continuità agli interventi approvati dal governo, saranno previste specifiche misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese e a garantirne la competitività”. Inoltre, dicono da via XX Settembre, “si procederà nel percorso di incremento delle misure a sostegno della natalità e della conciliazione vita-lavoro”.


Il debito
“Il debito del Dpfp si attesta su valori inferiori al Psb (dove era pari al 137,8 nel 2026) e, in termini programmatici, in riduzione anche rispetto a quelli tendenziali del documento di primavera. Tale indicatore inizia a ridursi già nel 2027 e si attesta nel 2028 a un valore pari al 136,4 quando verrà meno l’effetto del Superbonus”, fa sapere il Mef.
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