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Manifestazioni anti-Ice a Minneapolis e nel resto dell’America

Manifestazioni e proteste contro la politica di deportazioni di Donald Trump e la sua polizia anti-immigrati si sono svolte a Minneapolis e in molte altre città americane. Per il secondo venerdì di seguito, migliaia di persone hanno sfidato il gelo, saltando scuola, lavoro e chiudendo attività commerciali, per partecipare ad una dimostrazione di fronte all’edificio federale della città del Minnesota, diventato il centro della protesta contro l’operazione che da settimane ha fatto precipitare nel caos la città e provocato la morte di Renee Good e Alex Pretti, i due cittadini americani uccisi dagli agenti federali.

Minneapolis, in centinaia manifestano per ricordare Alex Pretti

“Non importa quali siano le proprie convinzioni, ora come proprietari di attività commerciali tutto quello che possiamo dire è che l’Ice fa male agli affari”, ha dichiarato il proprietario di uno dei cafe di Minneapolis. I dimostranti hanno poi sfilato in corteo scadendo lo slogan, ’please stop killing us’, per favore smettete di ucciderci.

Concerto a sorpresa di Springsteen, sulla chitarra “Arrest the President”

A sorpresa, Bruce Springsteen si è esibito sul palco di un evento di raccolta fondi per i due attivisti uccisi dall’Ice nei giorni scorsi, organizzato nello storico locale First Avenue nel centro di Minneapolis. Le voci su una sua possibile presenza del Boss erano circolate già nelle ore precedenti, dopo che Springsteen aveva pubblicato il nuovo brano dedicato proprio alla dura repressione delle proteste nella città, ’Streets of Minneapolis’. Springsteen, che aveva un’eloquente frase anti-Trump sulla chitarra, “Arrest The President”, ha dato vita ad un applauditissimo set, cantato alcune delle sue canzoni più note (compresa ’The Gosth of Tom Joad’, accompagnato anche dalla chitarra di Tom Morello) e una versione molto suggestiva, chitarra e voce, della nuova ’Streets of Minneapolis’.

Le manifestazioni negli altri Stati Usa

Anche in altre città americane si è protestato, con lo sciopero degli insegnanti che ha costretto le autorità ad chiudere le scuole in Colorado e Arizona. A Washington un migliaio di persone ha bloccato un incrocio nel centro della capitale, mentre a Chicago sempre un migliaio di persone hanno sfidato il gelo per radunarsi in serata a Daley Plaza. A New York volontari hanno dovuto spalare il ghiaccio a Foley Square per permettere il raduno di centinaia di manifestanti. Molti studenti, anche delle scuole medie e superiori, hanno partecipato alla manifestazione a San Francisco, riporta il Washington Post.


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