Liguria

Manda lettere minatorie al personale della scuola usando la mail (fittizia) di una collega: indagato insegnante di sostegno 40enne


Genova. Per quattro mesi, da dicembre 2024 ad aprile 2025, ha seminato il terrore in una scuola della Valle Scrivia mandando mail minatorie a preside e docenti utilizzando un account fittizio con il nome di una collega, un’insegnante di sostegno come lui, e lasciando lettere anonime dello stesso tenore nella portineria dell’istituto scolastico. Quelle mail deliranti le mandava pure a se stesso ed è arrivato a denunciare falsamente la collega per due volte al commissariato di Cornigliano dicendo che aveva forti sospetti sulla donna e sul fratello di lei, che sarebbe stato il secondo mittente di alcune delle minacce.

Ma era tutto falso. Per questo un 40enne genovese, insegnante di sostegno, è indagato dalla procura di Genova per calunnia, sostituzione di persona e stalking.

Le indagini delle polizia postale, coordinata dal dirigente Alessandro Carmeli, sono cominciate subito dopo la denuncia di uno dei docenti destinatario delle mail, a cui sono seguite quelle di altri colleghi e dello stesso preside. All’inizio ovviamente, visto che anche il 40enne sembrava essere una delle vittime delle missive, era stata proprio la professoressa ad essere la prima sospettata. Mail e lettere dicevano cose come “chi non ha cuore se ne deve andare con le buone o con le cattive”, ma anche “vi conosco tutti e vi brucerò tutti”.  Ti faccio a pezzi se non te vai” e ancora “ti brucio la casa e la macchina perché hai rubato ciò che è mio”, il tuto condito da svariati improperi. Con i poliziotti del commissariato W. R. aveva accusato esplicitamente la collega dicendo che sospettava che lei fosse gelosa perché lui era stato scelto come referente coordinatore degli insegnanti di sostegno (ruolo che in realtà aveva proprio la collega calunniata).

Il 40enne aveva anche denunciato di aver subito il furto di alcuni francobolli e poi il danneggiamento della cassetta delle lettere di casa sua, dove ‘casualmente’ aveva trovato una delle lettere con le minacce di morte”. E, a un certo punto, aveva indirizzato una mail anche alla procura di Genova chiedendo a che punto erano le indagini contro la collega perché temeva anche per l’incolumità di sua moglie. Ma per l’accusa era tutto falso, visto che è stato lui secondo gli investigatori della postale l’artefice di tutta la machiavellica macchinazione.

I poliziotti sono infatti riusciti a ricostruire il percorso degli account di posta elettronica da cui partivano le minacce, fra l’altro riconducibili a server russi, escludendo la responsabilità della professoressa e del fratello per poi individuare il vero autore delle minacce. La pm Sabrina Monteverde ha chiuso le indagini nei confronti del docente che nel frattempo è stato trasferito in un altra scuola e ora avrebbe preso – si apprende – un periodo di aspettativa per motivi personali. Ma al momento non risulta sospeso dall’incarico. Il 40enne, che dopo le perquisizioni di qualche mese fa adesso ha ricevuto anche l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e potrà chiedere di essere sentito dalla pm per spiegare il suo comportamento.




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