Sardegna

Mamoiada riscopre le sue radici: un convegno celebra la vite ad alberello

MAMOIADA – Tradizione, resilienza e identità territoriale si incontrano nel cuore della Barbagia. Sabato 7 febbraio, dalle ore 9:00 alle 12:30, il Centro di aggregazione sociale di Mamoiada, in via Vittorio Emanuele II 68, ospiterà il convegno dal titolo: “L’alberello – La più antica forma di allevamento della vite che dura nel tempo e che unisce territori e culture”.

L’iniziativa, ideata e promossa da Ipotenusa Associazione Culturale, si propone di accendere i riflettori su una pratica agricola millenaria. In un’epoca segnata dalla meccanizzazione spinta, la coltivazione ad alberello rappresenta una forma di viticoltura “eroica” che richiede dedizione manuale e profonda conoscenza del territorio, garantendo però una straordinaria resistenza ai cambiamenti climatici e la salvaguardia del paesaggio storico. L’evento, moderato dal giornalista Giuseppe Carrus, vanta un parterre di relatori di alto profilo che metteranno a confronto l’esperienza sarda con quella internazionale. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Mamoiada, Luciano Barone, e dei rappresentanti di Ipotenusa, interverranno esperti del settore come Mariano Murru, Presidente di Assoenologi Sardegna, e rappresentanti della Federazione Dottori Agronomi e Forestali di Nuoro.

Il respiro globale del convegno sarà garantito dalla partecipazione di Filippo Martini della Simonit & Sirch Academy e dalle testimonianze dirette di produttori spagnoli provenienti dalla Sierra de Gredos, come i titolari delle cantine Bodega Indiano Gredos e Bodega Domaine Dexaïe. Non mancheranno i contributi delle realtà locali con Salvatore Ballore, Gianni Poeta della Cantina Santadi e Marcello Onorato, Direttore Generale di Laore Sardegna.

Il legame tra terra e comunità a Mamoiada è indissolubile. Il convegno si inserisce infatti nel più ampio quadro delle celebrazioni per il Carnevale storico 2026, richiamando il successo di iniziative passate come “Calici all’insù”. L’obiettivo è ribadire come la tutela della vite ad alberello – già riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità nel caso di Pantelleria – sia fondamentale per preservare la memoria collettiva e il futuro economico del Cannonau.

L’incontro è a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza, dagli operatori del settore ai semplici appassionati, invitati a riflettere su come la tradizione possa diventare un volano di innovazione sostenibile.


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