Marche

Malvatani-Petracci, chi la spunta? Scarfini e i suoi non sono intenzionati a cedere sui simboli del centrodestra

FERMO – È come il tabellone del Risiko, le armate stanno contando i carri armati che possono schierare per conquistare palazzo dei Priori. Scegliendo con cura il generale e i vari colonnelli. Il campo di battaglia politico è carico di elettricità, rancori mai sopiti, fughe in avanti e veti. Rispetto a sei anni fa, la partita delle comunali a Fermo non è solo una formalità. All’epoca il battaglione civico guidato da Paolo Calcinaro al secondo mandato era sembrato inarrestabile fin dall’inizio e i numeri alla fine dei conti non mentirono. Stavolta la prima novità da registrare è un certo clima di incertezza.

Per tradurlo in termini pratici: ad oggi, per come stanno le cose, un ballottaggio sembra lo scenario più plausibile. I civici che guidano l’amministrazione e i partiti di centrodestra appaiono sempre più distanti dal trovare un accordo. Il centrosinistra, come non si vedeva da tempo a queste latitudini, ha una coalizione unitaria (manca solo il sì definito di M5S e Rifondazione, che non dovrebbe tardare ad arrivare). E non va sottovalutata, la possibile ridiscesa in campo dell’ex sindaco Saturnino Di Ruscio. Senza considerare che in mezzo c’è un referendum (quello sulla giustizia) che sta prendendo sempre più un piega politica e che potrebbe quantomeno spostare un po’ gli umori dell’elettorato, sia in un verso che nell’altro.

Civici-centrodestra

Ora zoomando un po’ di più sul tabellone, partiamo dal primo blocco civici-centrodestra. Perché è proprio da qui che sono iniziate quelle folate che stanno rendendo il clima incerto e senza le quali probabilmente staremmo parlando di un’altra partita. I cinque partiti di centrodestra (FdI, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Udc) sono stati i primi a fare la propria mossa, annunciando di voler correre compatti con i simboli. Fumo negli per il vertice del blocco civico, che si è affrettato subito dopo a lanciare la candidatura dell’attuale assessore e delfino di Calcinaro Alberto Scarfini, con un messaggio chiaro: “Siamo e resteremo civici”. Corredato da un post poco conciliante nei confronti dei partiti di Calcinaro. Ecco, nonostante il messaggio forte e chiaro di Acquaroli («partiti e civici devono andare insieme, serve buon senso») e dopo un summit a Roma di Calcinaro, con tanto di fumata nera, i civici sembrano sempre più convinti di sbarrare le porte ai partiti. Delle quattro liste rimaste e nel blocco, Non mi Fermo guidata dal vice reggente Mauro Torresi (pronto eventualmente a fare il vice di Scarfini) è la più convinta a dire no. Piazza Pulita, la lista più numerosa, ha varie anime al suo interno. L’assessore di peso Alessandro Ciarrocchi dopo aver avuto qualche contatto con il centrodestra per un eventuale candidatura, non sembra intenzionato a passare con i partiti, ma chiede chiarezza al suo gruppo: ci si può alleare o no, ma la scelta poi va portata fino in fondo. Tradotto: non si pensi dire no adesso e di fare un’alleanza al ballottaggio, altrimenti lascio. Questo in sintesi il suo pensiero. La terza lista Fermo si muove, che esprime l’assessora Annalisa Cerretani, ha un passo e mezzo fuori: la rottura tra la lista e la stessa Cerretani con Torresi è forte. Tanto che il vicesindaco avrebbe annullato un summit con il gruppo nei giorni scorsi ritenendolo inutile. Giovedì c’è una giunta che potrebbe essere decisiva. Infine, la quarta lista, la meno rappresentata, Fermo Forte attende con una certa neutralità gli eventi. In tutto questo anche i partiti, che non hanno mai messo alcun veto su Scarfini, non sembrano voler arretrare di un millimetro nel correre con i simboli e quindi, qualora l’accordo salti definitivamente, potrebbero presentare un proprio candidato di bandiera. La stessa Cerretani, o qualcuno della sua lista se la rottura dovesse diventare definitiva? Vedremo, al momento di nomi sicuri non ce ne sono. Di certo, andare divisi dopo l’appello di Acquaroli e con Calcinaro assessore di peso della sua giunta potrebbe rappresentare un assist al pasticcio stile Osimo.

Centrosinistra

Nel campo del centrosinistra l’alleanza c’è per 3/5 al momento, con Pd, Avs e la civica La città che vogliamo. Il M5S pur avendo affermando di non avere i numeri per correre da solo resta ancora alla finestra, non si capisce bene ad aspettare cosa. Ma d’altronde qui non è che abbia tutta questa rappresentanza, basti pensare che l’ex coordinatrice provinciale era la civitanovese Mirella Emiliozzi, finita poi al collaborare col ministro alla Cultura Giuli. Qui i papabili candidati al momento sono due: l’avvocato Andrea Petracci, fino a gennaio nel cda Erap (civico in quota Pd) e la giornalista Angelica Malvatani. Fino a qualche settimana fa il primo era l’unico candidato sul tavolo ed era dato quasi per certo dal borsino del totosindaco. Ma negli ultimi giorni si è materializzata anche la candidatura di Malvatani, che ha sparigliato un po’ le carte. Soprattutto in casa Pd. La maggioranza dei dem non è che sia proprio favorevole alla sua candidatura, mentre sarebbero più possibilisti Avs e una parte dei civici. Tanto che nel Pd c’è anche chi ha lanciato l’idea delle primarie. Vedremo, cosa uscirà dall’assemblea degli iscritti del Pd di Fermo, che intanto ha evitato il commissariamento con la nomina a segretario comunale di Dorotea Vitali. Dal consesso potrebbe anche emergere una linea definitiva. Di sicuro, nei giorni scorsi Malvatani e Petracci si sono incontrati e avrebbero provato ad abbozzare anche una sorta di sintesi (leggi accordo). Ma è chiaro che senza il placet dell’alleato di peso, il Pd, difficile che si possano fare passi in avanti concreti.

Il ritorno dell’ex?

Infine, non è da escludere, la candidatura dell’ex sindaco Di Ruscio. Lui ci sta pensando di sicuro e potrebbe presentarsi con una o due liste civiche. Non certo per tentare il colpaccio al primo turno, si presume, quando per far pesare il suo bacino di voti in caso di ballottaggio. E ovviamente è facile intuire che non “regali” i suoi voti nè al centrodestra dopo il caso Putzu e la rottura con FdI, né tantomeno ai civici di Calcinaro, visto che tra i due ex sindaci non corre di certo buon sangue. Ergo….Aspettiamo il prossimo tiro di dadi.




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