Maltrattamenti in famiglia, revocato il permesso di soggiorno
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. I maltrattamenti in famiglia, specie se è coinvolto un minore, sono sintomo di sprezzo delle regole e dei valori fondamentali. Per questo la Questura di Gorizia gli ha correttamente revocato il permesso di soggiorno di lungo periodo per lavoro, giudicandolo socialmente pericoloso. E’ la sentenza con la quale il Tar del Friuli Venezia Giulia ha rigettato il ricorso di un cittadino bengalese, residente in Friuli orientale, contro la revoca.
Un anno fa l’uomo, con problematiche legate all’assunzione di alcol e droga, un anno fa patteggiò davanti al Gup di Gorizia per l’accusa di aver picchiato sistematicamente la moglie in presenza del figlio minore. Da qui il decreto del Questore e il conseguente ricorso al Tar.
Nel respingerlo, il giudice amministrativo ha da una parte rilevato che il reato contestato è ostativo al rinnovo del permesso, dall’altra che il giudizio di pericolosità formulato dalla Questura era fondato non solo sull’esito del procedimento penale, ma anche su elementi fattuali e sull’evidente incapacità dell’uomo di adeguarsi alle regole della convivenza civile.
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