Maltratta la compagna: il pm chiede i carcere, per il gip basta il braccialetto elettronico

Le forze dell’ordine di Città di Castello hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo di 44 anni ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia. L’attività investigativa ha avuto origine dalla denuncia presentata dalla compagna dell’uomo che si è rivolta al commissariato per sporgere querela. La donna ha riferito agli agenti di essere stata più volte vittima di comportamenti violenti all’interno della relazione, caratterizzati da minacce, vessazioni e aggressioni. Una situazione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe protratta nel tempo generando un clima di forte paura e soggezione nella casa familiare, anche a causa dell’abuso di alcol da parte dell’indagato. La vicenda è riportata in un comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica di Perugia, a firma del procuratore Raffaele Cantone.
Provvedimento All’esito degli accertamenti svolti dal personale del commissariato tifernate, gli investigatori hanno evidenziato «un grave quadro indiziario» nei confronti dell’uomo, ritenendo necessario richiedere l’applicazione di una misura cautelare restrittiva per evitare il rischio di ulteriori episodi di violenza e tutelare l’incolumità della vittima. In particolare – come si legge nella nota della Procura – l’obiettivo era «interrompere una situazione di reiterata violenza, soprattutto psicologica, e sopraffazione». Il giudice per le indagini preliminari, pur condividendo la ricostruzione investigativa, ha ritenuto adeguata e proporzionata la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, in luogo della custodia cautelare in carcere inizialmente richiesta dagli investigatori. Il provvedimento è stato quindi eseguito dagli agenti della Polizia di Stato di Città di Castello che hanno notificato all’uomo le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. La misura prevede il divieto di avvicinarsi alla vittima e il monitoraggio attraverso il braccialetto elettronico per garantire il rispetto delle distanze stabilite.
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