Molise

Maltempo in Molise, torna l’incubo dell’alluvione del 2003: Coldiretti chiede interventi urgenti | isNews

L’istanza alla Regione: si verifichino le condizioni per lo stato di calamità. Il timore di “un disastro che rischia di ripetersi dopo 23 anni”


TERMOLI. Era il 25 gennaio del 2003 quando una vastissima zona della regione, dalla diga del Liscione e fino a Termoli, dopo giorni di piogge abbondanti, fu invasa dall’acqua del fiume Biferno che esondò in più punti. Vennero inoltre aperte le paratie dell’invaso del Liscione e finirono sommerse dall’acqua e dal fango abitazioni, aziende, strade, ferrovia e coltivazioni.  Anche lo stabilimento Fiat fu invaso dall’acqua e per ore i dipendenti rimasero bloccati all’interno. Nelle aziende agricole morirono centinaia di animali, la zona rimase isolata per diversi giorni e le coltivazioni in quell’area furono annientate. Le aziende colpite rimasero chiuse per mesi. Per il Molise fu un nuovo durissimo colpo dopo quello del terremoto che aveva portato distruzione e morte appena pochi mesi prima, il 21 ottobre 2002. All’epoca furono stimati danni per circa un miliardo di euro.

A distanza di ventitré anni quelle scene, quel disastro, rischiano di ripetersi. Gran parte del territorio del Basso Molise in queste ore risulta essere già inondato, interrotte strade comunali, poderali, provinciali e statali, con la viabilità in tilt. Nessun comparto agricolo sembra poter essere risparmiato. A seguito di una ancora sommaria valutazione dei danni compiuta dagli uffici tecnici della Coldiretti di Termoli, Larino e Montenero di Bisaccia, si può ipotizzare come particolarmente grave la situazione per le colture orticole, per i cereali e il foraggio, con centinaia e centinaia di ettari allagati e sepolti da detriti.

Le condizioni climatiche attuali ci portano a presumere che a rischio siano anche i vigneti e non solo per gli allagamenti. Piogge persistenti, elevata umidità e temperature medie superiori a 13-14°C sono, infatti, elementi favorevoli allo sviluppo della peronospora che nel 2023 ha imperversato con effetti devastanti.

Spostandoci all’interno del territorio regionale la devastazione si manifesta con innumerevoli frane causate da una situazione di estremo dissesto idrogeologico accentuata dalle fortissime e prolungate precipitazioni meteoriche. Gli uffici della Coldiretti dislocati sull’intero territorio regionale stanno ricevendo moltissime segnalazioni da parte di imprenditori agricoli di diversi comuni. La neve ed il freddo stanno imperversando su gran parte dei territori dell’Alto Molise creando la suggestione di essere tornati indietro di decenni, in periodi in cui, particolarmente in inverno, tali situazioni erano “normali”.

Per le produzioni agricole, questo è un momento molto particolare in cui le fioriture sono in uno stadio avanzato, con il rischio di azzerare la produzione e di ridurre le fonti di nutrimento per le api, con effetti sull’attività di impollinazione. Preoccupazione anche per le varietà precoci di uva, e per le produzioni frutticole in fase di allegagione.

Coldiretti Molise, in considerazione di tutto quanto esposto, chiede alla Regione di predisporre, non appena possibile, le verifiche delle condizioni al fine di poter giungere ad una valutazione dei danni con il conseguente riconoscimento della eccezionalità dell’evento e la messa in campo delle misure compensative a favore degli agricoltori.


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