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Maestrelli, un altro italiano che ci stupisce

Fa tenerezza che, appena incassato il quarto set, un ragazzone di un metro e novantasei guardi il suo angolo e chieda: “Posso andare in bagno o no?”. Poi decide che no, è troppo alto il rischio di interrompere, sul punteggio di 6-4 3-6 6-7 6-1, il momentum positivo che si è costruito. Sul campo 14 si va dunque subito al quinto parziale. E lì Francesco Maestrelli conferma di avere colpi e carattere, piazzando ace e passanti che innervosiscono il mancino Terence Atmane appena un po’ meno delle non rare palle corte. Il francese, ATP 64 – che l’anno scorso fece penare Sinner a Cincinnati e a Pechino – va progressivamente in confusione, mentre il pisano impressiona per una tranquillità inconsueta in un esordiente nel tabellone principale di uno Slam.

È un percorso quasi netto, 6-1, quello che manda “Maestro” finalmente in bagno e poi a prepararsi per Novak Djokovic (che in chiusura di giornata ha eliminato senza problemi lo spagnolo Pedro Martinez, 6-3 6-2 6-2), che affronterà al secondo turno di questi Australian Open. Sarà la sua quinta partita a Melbourne Park, considerando che nelle qualificazioni aveva superato in due set Lorenzo Giustino e il brasiliano Thiago Seyboth Wild, e in tre – 4-6 6-4 6-3 – il serbo Dusan Lajovic, ex numero 23 del mondo, nella finale.

(reuters)

Maestrelli è entrato nel tennis professionistico senza scorciatoie né deviazioni, con un percorso lineare: buon junior, poi anni di apprendistato duro nei circuiti minori, nella consapevolezza che il mestiere si impara anche lontano dai riflettori dei grandi tornei. Il primo titolo Challenger lo incassa a Verona nel 2022, quando ha vent’anni. Non brucia le tappe: nel biennio successivo si concentra sui propri punti deboli e rinforza quelli tipici di chi dispone di lunghe leve, a cominciare dal servizio, ora spesso oltre i 220 all’ora (28 gli ace sommati oggi, il doppio di quelli di Atmane).

Il rovescio appare solido, la predisposizione è al palleggio profondo da fondocampo. Ama le superfici veloci ma regge anche sulla terra, dove il ritmo si allunga e la pazienza diventa una virtù tecnica utile ovunque. Non cerca il vincente immediato: costruisce, tiene la diagonale, aspetta che lo scambio maturi. Poche concessioni allo spettacolo, molta sostanza. Raccontano che sia metodico e instancabile negli allenamenti, in campo e in palestra. La scorsa stagione alza la coppa in due Challenger in Italia e in uno in Romania, consolida la classifica, scende sotto la soglia 150 del ranking ATP. Da oggi è ufficiosamente numero 111.

Francesco è cresciuto tra Pisa e il vicinissimo centro federale di Tirrenia, in un ambiente che gli ha dato metodo prima ancora che ambizione. In famiglia – il papà Andrea, la mamma Fulvia, la sorella Valentina – trova un equilibrio che lo accompagna nel circuito. Nel 2023 la sua traiettoria s’incrocia con quella di Giovanni Galuppo, il coach con il quale adesso si allena sui campi del Tc Sinalunga, il club del Senese che nel 2022 trionfò a sorpresa nel campionato nazionale di A1.

Da tempo la Fitp segue da vicino la crescita di Francesco, che non appartiene alla categoria dei predestinati. È un giocatore che avanza per accumulo di partite, di settimane, di soluzioni. Nel tennis contemporaneo, dove l’accesso ai piani alti del ranking è talvolta rapido ma la permanenza lassù difficile, una formazione così può aiutarlo. Il mio amico Giovanni, che mi aveva annunciato in anticipo che “Maestrelli ti stupirà” mi manda un WhatsApp entusiasta: “Alla grande. A Francavilla a Mare, in maggio, aveva battuto in finale 6-4 6-4 Valentin Vacherot, che poi ha vinto il 1000 di Shanghai. Questa è la sua settimana”.

Mattia Bellucci

Mattia Bellucci 

Non sono altrettanto efficaci gli altri due azzurri in campo oggi, a loro volta giovani in gran spolvero nelle scorse stagioni. Quando in Italia è notte fonda, Matteo Arnaldi si lascia dominare da Andrey Rublev, testa di serie numero 15, in tre set: 6-4 6-2 6-3. Il ligure prova a lottare soprattutto nel primo parziale ma non trova continuità, mentre al moscovita basta proporre il suo tennis solido e aggressivo. Non fa di meglio Mattia Bellucci, opposto alla testa di serie numero 12 Casper Ruud. Nei primi due set il bustocco non dà la sensazione di poter ottenere il controllo degli scambi, sbaglia troppo e non sfrutta qualche buona occasione per contrastare il norvegese. Fa vedere qualcosa di meglio nel terzo parziale, ma non abbastanza. Finisce 6-1 6-2 6-4.

Matteo Arnaldi

Matteo Arnaldi (afp)

Poche, oggi, le sorprese a Melbourne. La prima è l’uscita di scena di Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 7, costretto al ritiro contro il portoghese Nuno Borges per crampi. Stupisce la sconfitta del ceco Jiri Lehecka, ATP 19, per mano del qualificato francese Arthur Gea, classe 2005. Più di tutti lascia basiti Stan Wawrinka, che si avvia a compiere 41 anni ed è ancora tanto competitivo da battere il serbo Laslo Djere, 30 anni, che alza bandiera bianca (5-7 6-3 6-4 7-6) dopo tre ore e mezza di battaglia. Lo svizzero ha da tempo annunciato che questo è il suo ultimo anno nel circuito: forse non immaginava nemmeno lui di poterlo cominciare così ben


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