Molise

Madre e figlia morte per tossinfezione, campioni di sangue inviati in Svizzera. Si indaga a tutto campo | isNews

A oltre un mese dalla tragedia di Pietracatella non sono ancora chiare le cause del decesso di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. Intossicazione alimentare, avvelenamento, virus o batterio killer tra le ipotesi investigative


CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, sono stati inviati in Svizzera, per essere analizzati da un centro specializzato a livello internazionale, una parte dei campioni di sangue prelevati Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte il 27 e il 28 dicembre, per una tossinfezione le cui cause non sono ancora note.

Istituto che sta provvedendo ad effettuare tutti i test su eventuali sostanze che potrebbero aver contaminato i pasti consumati dalla famiglia Di Vita, il 23 dicembre o anche il giorno precedente, portando alla morte le due donne. Procedura che stanno svolgendo anche ulteriori laboratori di altre regioni d’Italia, oltre all’Istituto ‘Maugeri di Pavia’, guidato dal professor Carlo Locatelli, consulente della Procura di Campobasso, che coordina l’indagine condotta dalla Squadra Mobile.

Tutte le ipotesi investigative restano aperte, dall’intossicazione alimentare all’avvelenamento, fino a un virus o un batterio killer. Le due donne, com’è noto, erano andate al Pronto soccorso dell’ospedale ‘Cardarelli’ il 25 e il 26 dicembre con gravi sintomi gastrointestinali. Dopo le dimissioni loro condizioni erano poi precipitate, fino al decesso, a poche ore di distanza l’una dall’altra.

Per capire cosa abbia causato i due decessi si aspettano dunque, oltre ai nuovi esami, i risultati dell’autopsia svolta a Campobasso il 31 dicembre e del successivo campionamenti sugli organi effettuato a Bari il 28 gennaio, sempre a cura della dottoressa Benedetta De Luca, medico legale incaricato dalla Procura, i cui esiti saranno incrociati con la storia clinica delle due donne.

Altre risposte sono attesi i risultati degli accertamenti dell’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise su 19 tra alimenti e preparati sequestrati nell’abitazione della famiglia a Pietracatella, a cui non sono ancora stati tolti i sigilli, con Gianni Di Vita, 55 anni, padre e marito di Sara e Antonella, e l’altra figlia Alice, 19 anni, che vivono in un’altra abitazione dello stesso stabile, dal giorno delle dimissioni dall’Istituto ‘Spallanzani’ di Roma.

A condurre l’inchiesta la Squadra mobile della Polizia, che continua a raccogliere testimonianze, tra i familiari e i conoscenti della famiglia Di Vita e in ambito medico, per accertare la correttezza delle procedure sanitarie svolte all’ospedale ‘Cardarelli’ e investigare su ogni aspetto di un caso che continua ad essere un giallo.


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