Madre e figlia morte per sospetto avvelenamento, l’inchiesta resta contro ignoti | isNews
In mattinata erano circolate voci, non confermate, su un possibile cambio di posizione per Gianni Di Vita, dopo la notizia della rinuncia all’incarico del suo avvocato Arturo Messere
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, il fascicolo aperto dalla Procura di Larino per far luce sulla morte misteriosa di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, resta contro ignoti e quindi al momento non ci sono indagati.
E’ quanto si apprende da fonti investigative, dopo che nelle ultime ore sono circolate voci su un possibile cambio di posizione per Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne morte per sospetto avvelenamento da ricina, sostanza rilevata dall’Istituto ‘Maugeri’ di Pavia nel sangue delle due donne e in un capello della cinquantenne.
Le voci di una svolta nell’inchiesta erano state probabilmente alimentate in mattinata dal cambio di guida legale per Gianni Di Vita, dopo che l’avvocato Arturo Messere ha fatto sapere di aver rinunciato all’incarico “per motivi contingenti”. A quanto trapela la decisione sarebbe legata a divergenze sull’attività da svolgere in questa fase. Il nuovo avvocato sarà Vittorino Facciolla.
L’altro giorno Di Vita è stato sentito in Questura come persona informata dei fatti. Un interrogatorio durato parecchie ore, a cui ha fatto seguito quello della figlia Alice, 19 anni, e di una cugina, (si tratta della familiare che ospita padre e figlia da quando la loro abitazione di Pietracatella è stata posta sotto sequestro), convocata a sorpresa alle 20, quando Gianni e Alice sono usciti dagli uffici di via Tiberio.
Intanto la Squadra mobile ha ripreso questa mattina gli interrogatori di parenti e conoscenti, sempre come persone informate sui fatti, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nei giorni precedenti il Natale. In particolare, l’attenzione è concentrata sui pasti consumati il 23 dicembre, quando in casa erano presenti Gianni Di Vita, la moglie Antonella e la figlia minore Sara – la sera del 23 Alice era con amici a mangiare una pizza, e il 24 dicembre, giornata in cui la famiglia ha mangiato e cenato con i familiari. Subito dopo i primi malori delle due donne, gli accessi al Pronto soccorso, il ricovero in ospedale, l’improvviso tracollo e il decesso, a poche ore di distanza l’una dall’altra.
Intanto nei prossimi giorni gli investigatori della Squadra Mobile, supportati dagli esperti della Polizia scientifica, torneranno nella casa di Pietracatella per cercare eventuali tracce di ricina sugli alimenti o sulle stoviglie. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che coordina le indagini, ha confermato la non negatività alla sostanza, sottolineando come il dato emerga da una lunga serie di analisi.
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