Molise

Madre e figlia morte per sospetto avvelenamento da ricina: amici e parenti convocati in Questura | isNews

Gli investigatori della Squadra mobile stanno sentendo i testimoni per ricostruire i giorni e le ore precedenti al malore delle due donne di Pietracatella. Previsto un nuovo sopralluogo nell’abitazione ancora sotto sequestro


CAMPOBASSO. Madre e figlia morte per un presunto avvelenamento da ricina, ripresi questa mattina gli interrogatori in Questura.

La Squadra mobile di Campobasso sta sentendo le testimonianze di parenti e amici per ricostruire tutti i dettagli relativi ai giorni e alle ore che hanno preceduto il malore di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte il 27 e il 28 dicembre all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso dove si erano recate con gravissimi sintomi gastrointestinali.

Una decina le persone convocate oggi in Questura a Campobasso – altre dieci persone erano state sentite nei giorni scorsi – era con gli investigatori guidati da Marco Graziano che puntano a chiudere il cerchio, nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio aperta dalla Procura di Larino. Dopo le anticipazioni sulle analisi condotte dall’Istituto ‘Maugeri’ di Pavia, che avrebbe trovato tracce di ricina nel sangue delle due donne di Pietracatella e in un capello di Antonella Di Ielsi, si aspetta la consegna della relazione sull’autopsia svolta dal medico legale Benedetta Pia De Luca, che ha preso ulteriori trenta giorni rispetto alla scadenza fissata per il 31 marzo. I dati potranno essere incrociati e la situazione, anche in relazione alle cause dei decessi, potrà farsi più chiara.

Da anticipazioni i consulenti della Procura che hanno individuato la sostanza tossica avrebbero escluso l’ipotesi di un rilascio lento del veleno, cioè avvenuto nel tempo, come invece avanzato da alcuni esperti in alcune trasmissioni televisive.

Nei prossimi giorni i poliziotti della Mobile faranno un nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella sotto sequestro da oltre tre mesi – il padre e marito delle due donne Gianni Di Vita e l’altra figlia Alice vivono in un’altra abitazione – per cercare eventuali tracce della sostanza tossica ricavata dai semi di ricino. Mentre si cerca di capire anche le modalità di acquisto della sostanza, letale anche a bassissime quantità. Da capire se è avvenuta in rete, sul dark web, o con altre forme di approvvigionamento.


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