Made in Italy, da Unione Italiana Food quasi la metà dell’export alimentare: +9,2% per 25 miliardi

Circa 31 miliardi di piatti di pasta, oltre un miliardo di gelati, quattro miliardi di tavolette di cioccolato, 43 miliardi di tazzine di caffè e una quantità di prodotti da confetteria come caramelle, praline, gomme da masticare che bastano a riempire 28 piscine olimpioniche. Sono i numeri dell’export del 2025 che raccontano il successo del cibo Made in Italy, raccolti da Unione Italiana Food in occasione della terza Giornata Nazionale del Made in Italy che ricorre il 15 aprile. Parlano di 25 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita del +9,2% in valore rispetto all’anno precedente, un risultato che vale più del 42% del totale esportato dall’intera industria alimentare italiana. Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Polonia si confermano i mercati di destinazione più strategici.
Nello specifico, il caffè cresce del +24,6%, le confetture del +20,2%, la confetteria del +20,1%, i gelati del +18,8%, cacao e cioccolato del +18,4%. Bene anche i surgelati (+9,1%) e i prodotti da forno (+6,4%), mentre la pasta si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al 2024.
Risultati incoraggianti – visto lo scenario internazionale che contribuisce a creare un clima di incertezza –, ma che l’associazione promuove non senza manifestare preoccupazione per la situazione geopolitica che si sta delineando – dai dazi alle tensioni sullo Stretto di Hormuz, con le sue ricadute su energia, packaging e materie prime – che mette a dura prova anche realtà che hanno impiegato generazioni a costruirsi: “Mesi fa – ricordano da Unione Italiana Food – abbiamo affermato che il riconoscimento Unesco della cucina italiana era un onore ma anche una responsabilità. Con questa stessa consapevolezza chiediamo che questo patrimonio vada difeso con politiche industriali all’altezza della sua grandezza”.
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