Macerata, il tabaccaio Franco Cantarini minacciato con un coltello. Condanna a 4 anni per il rapinatore

MACERATA Alle 6.20 di un mercoledì mattina era entrato nell’edicola tabaccheria lungo le scalette indossando un casco integrale e con un coltello aveva minacciato lo storico tabaccaio del centro, Franco Cantarini, per farsi consegnare soldi, sigarette e gratta e vinci. Ieri Mihai Nita, romeno quarantenne, è stato condannato a quattro anni di reclusione in abbreviato. Il gup Daniela Bellesi ha accolto la richiesta del pm Vincenzo Carusi e ha anche disposto l’espulsione. La difesa valuterà l’impugnazione in Appello.
Il fatto
La rapina era avvenuta lo scorso 3 settembre. Cantarini aveva aperto da poco la tabaccheria quando era entrato il rapinatore che, minacciandolo con un coltello da cucina, era riuscito a portargli via 400 euro, una ventina di pacchetti di sigarette e circa 25 gratta e vinci. Uno dei biglietti lo aveva incassato (30 euro) poco dopo in una rivendita di tabacchi del capoluogo. Ma la fuga del romeno era durata poche ore, i carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Macerata, quest’ultima guidata dal tenente colonnello Giorgio Picchiotti, lo avevano rintracciato in un appartamento in via Santa Maria della Porta (a poche decine di metri dalla tabaccheria di Piaggia della torre) dove era ospite di un amico. Da quanto emerso il 40enne era fondamentalmente senza fissa dimora, l’ultimo domicilio noto era a Civitanova.
In quell’abitazione i carabinieri avevano trovato gli abiti indossati al momento della rapina (un cappellino, le scarpe e un giubbetto bianco), due pacchetti di sigarette riconducibili a quelli presi durante il colpo e diversi gratta e vinci. Parte della fuga di Nita era stata ripresa dalle telecamere degli esercizi commerciali vicini alla tabaccheria, ma erano stati l’intuito e la conoscenza del territorio dei carabinieri a portare alla sua cattura. Ieri dunque l’udienza preliminare e la condanna a quattro anni. «Valuteremo l’impugnazione della sentenza in Appello», ha anticipato a margine dell’udienza il difensore, l’avvocato Umberto Bianchelli del foro di Ancona.




