Trentino Alto Adige/Suedtirol

Ma il sindaco ha davvero detto “Accoglieteli voi”?

Le parole del sindaco di Bolzano Claudio Corrarati, sintetizzate questa mattina con titoli di giornale che suonano come un “accoglieteli a casa vostra”, hanno acceso il dibattito politico in città e in provincia. Leggendo con attenzione l’intervista, però, emerge un significato diverso rispetto a quello suggerito da alcune interpretazioni. Il primo cittadino non ha invitato i singoli partecipanti alla manifestazione contro il razzismo a ospitare migranti nelle proprie abitazioni, bensì ha richiamato un progetto preciso già approvato a livello provinciale che prevede una redistribuzione delle famiglie oggi concentrate soprattutto nel capoluogo.

Dopo la manifestazione di sabato, che ha visto circa tremila persone riunite in piazza Stazione contro la proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”, Corrarati ha detto di essere soddisfatto per la partecipazione compatta della città e per il clima pacifico, ringraziando anche le autorità per la gestione dell’ordine pubblico. Ma ha aggiunto che ora si deve passare dalle parole ai fatti, affrontando concretamente il tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Il riferimento è al progetto che prevede l’accoglienza di una famiglia di migranti per ciascun Comune dell’Alto Adige che non partecipi già ai programmi statali, così da evitare di concentrare tutto su Bolzano. Una posizione non nuova peraltro. Il sindaco ha sottolineato che, vista la massiccia partecipazione anche di persone provenienti dalle valli e dal circondario, si aspetta che non ci siano problemi a dare ospitalità a un centinaio di famiglie distribuite sul territorio provinciale. Si tratta quindi di un richiamo alla responsabilità istituzionale dei Comuni, non di un appello all’ospitalità privata nelle case dei cittadini.

Il piano a cui fa riferimento Corrarati è stato approvato nel corso di una riunione del Consorzio dei Comuni su proposta del presidente della Provincia Arno Kompatscher. Attualmente 182 famiglie sono ospitate prevalentemente a Bolzano e molte di queste persone, pur avendo ottenuto il permesso di soggiorno permanente, continuano a vivere in grandi centri di accoglienza o in alberghi per mancanza di alternative abitative. Secondo la Provincia questa situazione rende più difficile l’integrazione sociale e lavorativa. La proposta prevede che circa 95 Comuni, quelli che non sono già coinvolti nei programmi statali di integrazione come CAS o SAI, accolgano ciascuno una famiglia, con un accompagnamento strutturato affidato alle Comunità comprensoriali. L’obiettivo è favorire l’inserimento scolastico dei bambini, l’accesso al lavoro e una reale partecipazione alla vita sociale. I costi dei progetti di accompagnamento saranno coperti dal bilancio sociale provinciale, mentre le spese per l’alloggio saranno rimborsate ai Comuni attraverso specifici finanziamenti. La proposta è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei sindaci e dei presidenti delle Comunità comprensoriali. Il presidente del Consorzio dei Comuni Dominik Oberstaller ha parlato di un atto di solidarietà tra territori e di un investimento nello sviluppo positivo dell’intera società, mentre lo stesso Corrarati ha definito l’iniziativa un passo importante verso una più equa ripartizione dei compiti nella politica di integrazione.

Il nodo politico sta quindi nella differenza tra la sintesi giornalistica e il contenuto effettivo delle dichiarazioni. L’espressione che ha fatto discutere non riguarda l’ospitalità individuale, ma la messa a terra di un programma provinciale già deliberato che punta a distribuire in modo più equilibrato le famiglie oggi concentrate a Bolzano. Il passaggio ora sarà operativo: definizione degli alloggi, coordinamento tra Provincia, Consorzio dei Comuni e Comunità comprensoriali, attuazione graduale del progetto entro la fine dell’anno scolastico per garantire una transizione meno traumatica soprattutto ai bambini. La discussione pubblica resta aperta, ma il riferimento del sindaco è chiaro: dall’adesione simbolica ai valori dell’accoglienza si deve passare a una gestione condivisa e concreta a livello istituzionale.

✍️ Alan Conti 







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