Salute

Luxottica propone a tutti i dipendenti italiani di lavorare 4 giorni alla settimana a parità di stipendio

Il gruppo mondiale dell’occhialeria Luxottica sperimenta la settimana corta. Il nuovo contratto integrativo sottoscritto tra l’azienda e le organizzazioni sindacali consentirà ai poco meno di 20mila dipendenti degli stabilimenti italiani di Agordo, Sedico, Cencenighe Agordino (Belluno), Pederobba (Treviso), Lauriano (Torino) e Rovereto (Trento), di lavorare, per 20 settimane l’anno, solo dal lunedì al giovedì, per fruire così di un intero weekend libero lungo da impegni. A parità di salario.

Alla possibilità si potrà aderire su base volontaria. Il “prezzo” per ciascun lavoratore che vorrà aderire all’opzione è il sacrificio di cinque permessi retribuiti l’anno per coprire altrettanti venerdì liberi, mentre gli altri 15 saranno a carico dell’azienda. “I lavoratori – dice Milena Cesca, segretaria generale Femca Cisl Belluno – oggi alle aziende chiedono soprattutto tempo di vita, e la vera sfida è di dimostrare che si può essere efficienti e produttivi lavorando meno ore. Il mondo del lavoro sta attraversando una fase di profonda trasformazione. I giovani sono molto più dinamici, non sono più attaccati al posto fisso come un tempo, cambiano lavoro più spesso e vanno dove c’è più welfare e più flessibilità”.

Nel contratto sono previsti altri punti. Ai lavoratori in uscita, ad esempio, verrà concesso il part time per 3 anni con contributi pieni e i giovani che prenderanno il posto dei pensionandi non saranno più assunti a tempo parziale, come avvenuto finora, ma da subito a tempo pieno. Come nel 2019 è poi stabilita la stabilizzazione a tempo indeterminato di 1.550 lavoratori oggi in somministrazione. I lavoratori-studenti avranno diritto a tre giorni di permesso non solo per esami universitari ma anche per master, Its, istituti ottici e secondari digitali tecnologici e ulteriori 24 ore su base annuale per favorire la gestione dei percorsi di formazione. Il premio di risultato passa da una soglia minima di 800 euro a 1000 euro e sarà riconosciuto al 100% anche ai lavoratori somministrati.

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