Friuli Venezia Giulia

L’Università esplora i fondali marini con tecnologia all’avanguardia


L’Università di Udine scende in campo per la salvaguardia dei fondali marini, minacciati dal cambiamento climatico. Per farlo, l’ateneo friulano ha presentato due progetti, rispettivamente messi a punto da A-Mare e Nauta: il primo prevede di monitorare lo stato di salute degli ecosistemi costieri adriatici con metodi non invasivi, grazie all’utilizzo di droni, sensori e dell’intelligenza artificiale; nel secondo si esplorerà i siti archeologici in ambienti lagunari e marini di basso fondale, come la costa e la laguna di Grado, con piattaforme aeree e sistemi robotici per realizzare mappe visuali, aeree e subacquee, e acustiche a elevata precisione. I due progetti sono presentati oggi, durante il convegno “Conoscenza e futuro dei bassi fondali” nel capoluogo friulano.

“I bassi fondali sono ricchissimi di storia e biodiversità”

“Il tema dei bassi fondali — ha detto il rettore, Angelo Montanari — è intrinsecamente interdisciplinare, un approccio sul quale l’Università di Udine investe da tempo e che farà parte del nuovo piano strategico d’Ateneo, perché sull’interdisciplinarietà essere università fa la differenza”. Il progetto Nauta è stato illustrato dai coordinatori scientifici dell’evento, Massimo Capulli e Gian Luca Foresti, docenti dei dipartimenti, rispettivamente, di Studi umanistici e del patrimonio culturale e di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. Il progetto A-Mare, invece, è stato presentato dai docenti Francesco Boscutti e Francesco Trevisan, dei dipartimenti, rispettivamente, di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, e Politecnico di ingegneria e architettura. “Quando, nell’ambito dei seminari da organizzare per “Le università per il subacqueo”, abbiamo deciso di ospitare un evento a Udine, la scelta dell’argomento è ricaduta sui bassi fondali — ha spiegato Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea dell’ateneo friulano — spesso apprezzati soprattutto come acque tranquille in cui nuotare, o come semplice elemento di pregio paesaggistico, i bassi fondali rappresentano invece, dal punto di vista della ricerca, ambienti ricchissimi di storia e biodiversità, nei quali il nostro Ateneo ha maturato uno specifico know how”.

Cosa sono esattamente i bassi fondali

Per bassi fondali si intendono quelle aree in cui la profondità dell’acqua varia, a seconda del contesto, da pochi centimetri fino a circa 10 metri. Una condizione che caratterizza ampi tratti delle coste italiane, in particolare buona parte di quelle del Friuli Venezia Giulia, e tutti i sistemi lagunari. Questi ambienti rientrano tra i più fragili dal punto di vista ecologico. I cambiamenti climatici vi producono effetti particolarmente intensi poiché si tratta di ecosistemi esposti, dinamici e sensibili alle variazioni di temperatura, salinità, qualità dell’acqua e, soprattutto, del livello del mare.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »