Lungo la strada con Jacopo Busti: blues, rock e country nel viaggio musicale del cantautore perugino

di D.N.
Un viaggio attraverso i moti interiori dell’autore. Le sette canzoni originali (“When I’m gone”; “Live for today”; “Down the road”; “All my little”; “Restless”; “By the river”; “Dust
of blue”), affiancate da tre cover significative per la sua formazione (“Soulshine”, “Tennessee whiskey”, “Helpless”, rispettivamente di The Allman Brothers Band, Chris Stapleton e Neil Young), compongono un percorso coerente che attraversa smarrimento, fuga, consapevolezza e accettazione. Percorso che trova corpo nell’album “Down the Road” di Jacopo Busti, cantautore perugino che spazia tra blues, rock e country. Il live di presentazione è in programma all’interno del negozio di dischi Musica Musica a Perugia sabato 21 febbraio alle ore 18.30.
La sua carriera musicale inizia all’età di sette anni, quando inizia ad approcciarsi allo studio della chitarra classica, per poi proseguire gli studi, fino al 2009, presso il coservatorio F. Morlacchi di Perugia. Durante la sua carriera, ha partecipato a vari progetti musicali proponendo sia brani originali che cover. Dal 2009 al 2014 è stato il cantante della cover band dei Rolling Stones Vodoo Licks. Contemporaneamente, ha fatto parte del gruppo To all directions con brani originali. Dal 2016 al 2019, nel ruolo di cantante, ha fatto parte della cover band Rolling Tongues (Rolling Stones). Successivamente, dal 2019 al 2021 ha partecipato come cantante alla cover band dei Pearl jam (The Fixer). Nel 2016 inizia il suo progetto come cantautore. Nel 2019 è stato uno dei finalisti del BluesIn Pistoia festival, ed ha fatto parte della compilation Pistoia Next Generation blues (2019) con il brano originale “From a footstep to dawn”.
Al momento, è impegnato nel suo progetto come cantautore. A fine 2025 è uscito l’album “Down the Road”, registrato presso l’NMG Recording Studio di Palestrina. Il cammino si apre con “When I’m Gone”, che introduce il tema centrale del vagabondare. Un vagare sia insieme fisico che immaginario, rivolto tanto al mondo esterno quanto a quello interiore. Uno spostarsi continuo che genera una condizione di smarrimento che rende fragile il senso delle relazioni e instabile ogni tentativo di radicamento. La strada, la vita, cambiano di continuo e la ricerca di significato resta sospesa; resta l’incapacità di trovare un luogo in cui fermarsi e raccogliersi.
La seconda canzone “Live for today” approfondisce questa instabilità trasformandola in scelta. È una canzone che dietro al concetto di “vivere alla giornata” nasconde un oscillare tra la possibilità dell’ amore e la tentazione di una fuga solitaria. Da un lato l’attesa di chi si ama, dall’altro l’impulso al “leave all behind”, al lasciarsi tutto alle spalle, allo sparire dalla vista e, quindi, a divincolarsi dalla società.
Con “Down the Road” il viaggio assume una dimensione più consapevole. La strada diventa
sinonimo di vita: è un’esistenza che promette approdi a “terre promesse”, ma che finisce spesso per lasciare disarmati di fronte alla propria verità. La disillusione fa precipitare le emozioni verso un abisso da cui non è possibile riemergere. È qualcosa che appare all’improvviso e che lascia la fuga come unica possibililtà di salvezza.
“All My Little” rappresenta una pausa più intima lungo il percorso. Un blues lento che racconta ermeticamente il desiderio di donarsi senza riserve e il confronto con i limiti delle proprie capacità emotive. È un momento di esposizione, in cui il viaggio si rivolge verso l’interno.
La tensione riprende con “Restless”, che restituisce un senso di inquietudine permanente. Lo sguardo focalizzato sull’oscurità urbana diventa riflessione sul declino culturale e sociale degli ultimi decenni, un contesto che logora e priva degli strumenti per reagire. Le illusioni dell’infanzia e dell’amore riemergono come ricordi, ma finiscono per rivelarsi fragili consolazioni, consumate dalla ripetizione monotona dei giorni.
Con “By the River” si apre una fase di consapevolezza. Il brano segna il passaggio
dall’inconsapevolezza legata all’infazia all’accettazione della propria condizione esistenziale. Il sentirsi intrappolati lascia spazio a un abbandono lucido: un attraversamento dell’“anello di fuoco” della vita che conduce dall’altra parte. È un’accettazione danzante della temporaneità, del limite e della fine come parte integrante dell’esistenza.
Il viaggio si conclude con “Dust of Blue”. L’immagine del fiume ritorna come simbolo della vita che scorre, ora velata dalla luce del sole che si spegne. La canzone si articola in tre movimenti — nascita, vita e morte — che riassumono l’intero percorso dell’album. Se da un lato rappresenta il ciclo dell’esperienza umana, dall’altro si fa grido e promessa: nel camminare fuori da quella “polvere blu” nasce la certezza di un ricongiungimento possibile, affidato all’attesa e alla memoria.
The post Lungo la strada con Jacopo Busti: blues, rock e country nel viaggio musicale del cantautore perugino appeared first on Umbria 24.
Source link

