Luciano Del Rio: «A 92 anni certe cose, come partecipare a MasterChef, o le fai o non le farai mai più. Ho bisogno di tenermi impegnato: da quando ho perso mia moglie la sera a casa mi sento solo»
Quando è andata in onda la prima puntata della nuova edizione di MasterChef Luciano Del Rio, originario di La Spezia, era davanti alla televisione insieme a due dei suoi tre figli: «Mentre mi guardavo non mi sono meravigliato più di tanto. Certo, ero più bello quando ero giovane ma, a parte questo, mi sono complimentato con me stesso perché ero calmo: penso di aver fatto una buona prestazione», racconta Luciano al telefono con la voce intorpidita dal raffreddore. Anche se non è riuscito a entrare nella MasterClass – è stato eliminato al Creative Test andato in onda su Sky e in streaming su NOW il 18 dicembre -, Luciano, che è stato prima ingegnere navale e ora è l’amministratore delegato di una società di telecomunicazioni, è passato alla storia come l’aspirante concorrente più anziano della storia di tutti i MasterChef del mondo. Merito dei suoi 92 anni di età – Del Rio è nato, infatti, nel 1933 – ma anche di una storia personale molto commovente che ha colpito sia i giudici che i tanti spettatori che, soprattutto suoi social, gli hanno manifestato supporto e vicinanza.
Si aspettava tutto questo affetto?
«Onestamente, no. Non ho capito il perché di tutta questa affluenza di commenti positivi. C’è stato anche qualcuno negativo, ma rarissimi. Sono rimasto esterrefatto».
Le è dispiaciuto non essere riuscito a conquistare il grembiule bianco?
«Era inevitabile, soprattutto perché, parliamo chiaro, non sarei durato tanto. Per una persona anziana come me, ci vogliono 40 minuti solo per decidere cosa fare. Lavorare senza una meta ben precisa non ha aiutato, ma posso dire di essermi divertito: è stata una bellissima esperienza».
Cosa l’ha spinta, però, a candidarsi a MasterChef a 92 anni?
«Ho fatto quella domanda un po’ per scherzo: vista la carta d’identità ero certissimo che non mi avrebbero preso in considerazione, invece mi hanno cercato subito anche solo per capire chi mi avesse iscritto. Quando ho risposto che sono stato io a farlo, hanno cominciato a dirmi che avevo probabilmente sbagliato a trascrivere la data di nascita».
Al di là del fatto che l’abbiano richiamata, cosa l’ha spinta davvero a inviare quella candidatura?
«Provarci. Dentro di me ero convinto che, se anche fosse andata bene, al massimo mi avrebbero tenuto una puntata: portare un uomo di 92 anni in una trasmissione che dura tre mesi sarebbe stato molto faticoso, per loro e per me. Arrivare alla seconda fase è stato, però, un bel successo».





