Lazio

l’oro verde del Mediterraneo tra lipidi buoni e polifeno

Il pistacchio (Pistacia vera L.) è uno dei frutti oleosi più antichi coltivati dall’uomo, con origini che risalgono all’Asia occidentale e una diffusione storica nel bacino del Mediterraneo. Coltivato tradizionalmente in aree aride e semi-aride, il pistacchio rappresenta oggi un modello virtuoso di agricoltura resiliente, capace di coniugare adattamento climatico, valore nutrizionale e rilevanza economica. Oltre al suo ruolo gastronomico, la ricerca scientifica ha messo in luce il pistacchio come un autentico alimento funzionale, ricco di molecole bioattive con effetti positivi sulla salute umana.

Dal punto di vista nutrizionale, il pistacchio è caratterizzato da un’elevata densità energetica, dovuta principalmente al contenuto lipidico, che può superare il 50% del peso secco. Tuttavia, si tratta prevalentemente di grassi insaturi, in particolare acido oleico e linoleico, noti per il loro ruolo protettivo sul sistema cardiovascolare.
Il pistacchio fornisce inoltre proteine di buona qualità, fibre alimentari, vitamine del gruppo B, vitamina E e minerali essenziali come potassio, fosforo, ferro, rame e magnesio, rendendolo un alimento nutrizionalmente completo.

Il valore nutraceutico del pistacchio risiede soprattutto nella sua ricca frazione fitochimica. I semi e, in particolare, le bucce contengono elevate quantità di polifenoli, tra cui acidi fenolici (acido gallico, protocatecuico, 4-idrossibenzoico), flavonoidi (catechina, quercetina, naringina) e antocianidine. Questi composti conferiscono al pistacchio una marcata attività antiossidante, dimostrata attraverso diversi saggi chimici e biologici, con capacità di contrastare la l’ossidazione dei lipidi e proteggere le cellule dallo stress ossidativo.

Particolarmente interessante è il ruolo delle bucce di pistacchio, spesso considerate uno scarto industriale. Gli studi dimostrano che queste matrici sono una fonte concentrata di antiossidanti naturali, con attività citoprotettiva e potenziale applicazione come ingredienti nutraceutici o conservanti naturali negli alimenti. In questo senso, il pistacchio si inserisce pienamente in un modello di economia circolare vegetale, dove anche i sottoprodotti assumono valore funzionale.

Dal punto di vista della salute, il consumo regolare di pistacchi è associato a benefici cardiovascolari, grazie alla combinazione di grassi insaturi, fitosteroli e polifenoli, che contribuiscono al miglioramento del profilo lipidico e alla riduzione dell’ossidazione delle lipoproteine.
Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie supportano inoltre la prevenzione delle malattie cronico-degenerative, mentre l’elevato contenuto di fibre favorisce il controllo glicemico e la salute intestinale.

Anche la composizione chimica del pistacchio è fortemente influenzata dal genotipo e dalle condizioni di coltivazione. Le diverse cultivar mostrano variazioni significative nel contenuto di polifenoli, nella capacità antiossidante e nel profilo degli acidi grassi, evidenziando il legame tra territorio, biodiversità e qualità nutrizionale. Questo rende il pistacchio non solo un alimento salutare, ma anche un prodotto identitario, espressione del paesaggio agricolo mediterraneo.

La ricetta: Tonno in crosta di pistacchio 

Ingredienti

4 tranci di tonno

2 uova (solo albume)

200 g granella di pistacchio 

Indivia 100 g 

Misticanza 80 g 

Olio extravergine d’oliva q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Aceto balsamico q.b.

Dosi per 4 persone

Procedimento

Aprire le uova ed usare solo gli albumi. Sbatterli un poco con la forchetta e passare il tonno dentro, subito dopo passarlo nella granella di pistacchio come da voler fare una cotoletta. 

Una volta preparate tutte e quattro le fette, lasciare riposare in frigorifero per 30 minuti. 

Trascorso questo tempo, riscaldare una pentola antiaderente ad alta fiamma, quando sarà bella calda, aggiungere un goccio d’olio. E subito le quattro fette di tonno panato, lasciare rosolare per tutti i lati non più di 30 secondi per lato. 

Risulterà croccante fuori e rosso dentro. Dovrà essere una cottura media. 

Servire tagliato su un letto di misticanza e indivia, condita solo con olio extravergine d’oliva e sale, finire con gocce di aceto balsamico e pepe.

Chef Nausica Ronca

Bibliografia utilizzata

Food Chemistry, 2005, 92, 521–525. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2004.08.020

-Molecules, 2023, 28, 4772. https://doi.org/10.3390/molecules28124772

-BMC Plant Biology, 2025, 25, 68. https://doi.org/10.1186/s12870-025-06094-9

-Food Chemistry, 2016, 196, 493–502. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2015.09.077

♦ Questo articolo fa parte della rubrica “Le tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”, un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea, a cura del Prof. Stefano Cinti.

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