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Lorenzo Musetti e la dedica in anticipo: «La prima vittoria alle Nitto Atp Finals di Torino per mio figlio Leandro»

Alla fine della partita contro Alex De Minaur, Lorenzo Musetti è salito sugli spalti, ha abbracciato il suo team, mentre le telecamere inquadravano la compagna Veronica in lacrime. Il tennista di Carrara ieri sera ha realizzato il sogno di vincere la prima partita alle Nitto Atp Finals di Torino.

A vincere è stato il cuore di Lorenzo, e la forza di crederci “Fino alla fine”, come ho scritto dopo l’ultimo colpo sulla telecamera a bordo campo. «È stato il match più emozionante della mia carriera per come sono arrivato. Lo dedico in anticipo a mio figlio Leandro (il secondogenito che dovrebbe nascere a breve n​dr)», ha commentato il numero 9 al mondo, «è una vittoria che conserverò per sempre nel mio cuore; per l’atmosfera e per questo questo pubblico che l’ha resa così speciale. Condividerla con la mia squadra, la mia famiglia e gli amici che mi supportano, nel bene e nel male, è la vera vittoria».

Anche il pubblico ha fatto la sua parte. E lì in mezzo, a tifare, c’erano anche gli amici e colleghi Lorenzo Sonego e Jasmine Paolini. «Non ci sarei riuscito senza di voi», dice Lorenzo Musetti rivolgendosi ai 13mila dell’Inalpi letteralmente in delirio, «sentivo la stanchezza nelle gambe: nel secondo set non si muovevano. Facevo fatica a giocare». Poi si è palesato il mezzo miracolo. Nel terzo set Lorenzo, quando in molti pensavano che avesse finito la benzina, ha recuperato il break subito dal tennista australiano, e sono arrivati due game che non si dimenticano più e dei colpi da manuale. È la bellezza del tennis!

«Pensavo fossi spacciato», ammette il tennista, «perché fisicamente non mi sentivo bene. Questo sport mi meraviglia ogni giorno. Chiudere e vincere partite come questa mi dà fiducia per il prossimo turno. È bello essere ancora in gara». Domani, Lollo, come lo chiamano spesso dagli spalti, si gioca la qualificazione alla semifinale contro Carlos Alcaraz. «È un avversario che conosco bene, un osso duro, ma l’arma che ho dalla mia parte è il pubblico». E c’è chi sogna una finale con Jannik Sinner.


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