Lorenzo Barone aprirà la quarta edizione del Terni influencer & creator festival

di Maria Giulia Pensosi
Lorenzo Barone, per la prima volta da quando è partito a dicembre, sarà in diretta con un pubblico. E che pubblico: quello del suo territorio, quello del Terni influencer & creator festival. Sarà proprio l’esploratore umbro ad aprire la quarta edizione del Tic festival che animerà la città dell’acciaio dal 9 al 12 aprile. Circa 250 ospiti spalmati in più di 140 incontri tra dibattiti, incontri, arte, innovazione e cultura. In sala con lui Matteo Ward, autore di Fuorimoda! per parlare di lotta al cambiamento climatico, cuore pulsante del progetto di Barone.
Il Tic festival prenderà il via nella mattinata di giovedì prossimo con gli eventi dedicati alle scuole per poi entrare nel vivo degli appuntamenti fino allo special guest Barone, in collegamento al Politeama alle 21. Tanti i nomi noti che approderanno a Terni nella quattro giorni, tra questi, grande attesa per l’incontro con Carolina Kostner e Francesco Taverna, papà di Chico, il cagnolino più famoso del web; quello con Max Angioni e Francesco Lancia; o con la dottoressa Solange Fugger, Minervasalute sui social, la primaria più giovane e famosa d’Italia. Umbria24 ha intervistato il direttore artistico del festival, Diego Ceccobelli per parlare dell’edizione 2026 della manifestazione, dei sui propositi e obiettivi. Di seguito il programma completo con tutti gli eventi.
L’intervista a Diego Ceccobelli, direttore artistico del Tic festival
#ASCOLTA è il tema scelto per l’edizione 2026, un tema che definite “forte e necessario”. Cosa significa per il Tic Festival ascoltare e che messaggio volete lanciare con questo tema? È una necessità per noi. In un mondo dove i costruttori di muri sembrano voler dominare su quelli di ponti, noi diciamo una cosa molto semplice: #ascolta. Un gesto all’apparenza semplice, ma dalla potenza sociale, umana e culturale troppo importante. Senza ascolto non c’è incontro, quindi società. È questo il messaggio che proveremo a lanciare con il Tic 2026.
Con oltre 140 eventi e 250 ospiti, come selezionate i partecipanti per coprire sport, spettacolo e divulgazione? La pianificazione di un Festival come il Tic, oramai anche di livello internazionale e sovranazionale, vista la presenza di Parlamento europeo, Commissione europea e Ambasciata di Francia in Italia, dura 365 giorni l’anno. C’è quindi una pianificazione di lungo termine. L’obiettivo di fondo però è sempre quello di coinvolgere ospiti autorevoli, che abbiano qualcosa da dire e soprattutto quelli che oggi hanno scelto di mettere la loro potenza comunicativa al servizio di grandi cause. Nell’ottica poi di costruire un Festival trasversale e d’interesse pubblico, proviamo a far sì che chiunque possa trovare almeno un ospite e un evento in grado di toccare le proprie passioni, preferenze e necessità.
Quali panel o attività innovative renderanno unica l’edizione 2026? Da direttore artistico sono affezionato a tutti i 140 eventi presenti a cartellone. Forse quelli con Max Angioni, Carolina Kostner, Chico e Luca Parmitano, Dario Fabbri, Carolina Cucinelli, i medagliati olimpici Milano-Cortina, la dottoressa Solange Fugger (@Minervasalute) o con Alberto Ravagnani, credo possano catalizzare una parte significativa dell’attenzione di chi sfoglierà poi il programma. Ma io come dicevo credo che ad essere speciale sia proprio ogni singolo evento del Tic 2026. Ognuno a modo suo utile a qualcuno e qualcosa, quindi unico e fondamentale per noi.
Quali sfide affrontate nell’usare la potenza comunicativa di creator per temi sociali, e come coinvolgete il pubblico giovane? Tantissime. Quest’anno alcuni influencer ospiti al Tic doneranno il loro sangue all’ospedale di Terni, alla Bct sarà possibile effettuare gratuitamente test gratuiti per Hiv, sifilide ed Epatite C, srotoleremo una bandiera dell’Unione europea di 20×30 metri, nei nostri panel si parlerà di temi quali l’empowerment femminile, la lotta alla disinformazione e alla violenza giovanile, le nuove sfide date dalla diffusione dell’Ia e molte altri. Anche quest’anno, fondamentale per noi far sì che questi temi siano trattati in eventi dedicati agli studenti della città, che avranno sì anche a disposizione tanti contenuti anche leggeri e più pop, ma sempre pensati per lasciare qualcosa di profondo e utile per loro a livello umano, sociale e culturale.
Diversi gli appuntamenti pensati per coinvolgere il mondo delle scuole, alcuni anche direttamente negli istituti del territorio come “La salute mentale come tabù e la professione dello psicologo”. Quando è importante arrivare ai giovani per il Tic Festival e, soprattutto in questo periodo storico, perchè? Ricordo ancora, quando nel 2021 abbiamo iniziato a pianificare il Tic Festival, che il mondo della scuola è stato forse il primo partner a cui ci siamo rivolti. Il Tic è pensato per essere al servizio di tutti e tutte, ma senza il coinvolgimento dei giovani avrebbe tutto meno senso per noi. Se penso al nostro staff di volontari, più di 100, quasi tutte donne tra i 18 e i 25 anni, credo che il Tic non sia forse solo un Festival, ma una grande oasi di innovazione e futuro, che vede nei giovani non solo il nostro pubblico, ma proprio l’essenza del nostro evento. Quando una ragazza di 20 anni ci dice “grazie al Tic oggi ho capito cosa voler fare da grande, mi sento di aver contribuito a rendere questo mondo un posto migliore, o sono tornata ad essere orgogliosa della mia città”, per noi poi tutte le nottate passate a far sì che il Festival sia quello che è oggi, sono state ampiamente ripagate.
Nei panel sull’intelligenza artificiale, come esplorerete l’impatto dell’Ai sull’arte, la società, la scuola e il futuro del lavoro, e quali prospettive innovative o rischi etici metterete in luce per il pubblico? È uno dei tanti temi del momento. Lo faremo con quello che è il nostro “marchio di fabbrica”, ossia le “contaminazioni interessanti”. Mettendo intorno a uno stesso tavolo creator, docenti universitari, istituzioni, media (come Rainews.it e RAI Radio2), esponenti del terzo settore, creando così ponti all’interno di ogni ambito della nostra società e fornendo così dei contenuti dall’altissimo valore etico, sociale e culturale, ma appunto accessibili a tutti.
Tema accessibilità, qualche novità rispetto agli altri anni? Sì, quest’anno grazie al coinvolgimento del Lions Club Terni Host e dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi come Inclusivity Partner, avremo tantissimi eventi accessibili in Lis. Sempre nella direzione di far sì che potenza comunicativa al servizio di grandi cause sia uno slogan concreto, ogni anno di più. Mentre come sempre tutti i nostri eventi saranno gratuiti e a ingresso libero. Il Festival stesso e la gratuità di tutti i suoi eventi non sarebbe mai stato possibile senza il contributo della Fondazione Carit, a cui non solo come direttore artistico del Tic, ma anche semplicemente da ternano, va il mio più grande ringraziamento.
Come vede l’evoluzione del ruolo degli influencer nei prossimi anni? È un mondo quello dei creator che oramai è diventato un’industria a tutti gli effetti. Alcune stime parlano di un settore in grado di attivare nel 2026 un volume economico di circa 4 miliardi solo per il caso italiano. Per non parlare del fatto che, con la pubblicazione del Codice di Condotta Agcom, è questo oggi un settore dove sono parole come autorevolezza, credibilità e soprattutto professionalità ad essere la norma per chi si avvicina a questo ambito. Tutti i trend a livello italiano e non solo segnalano poi un settore che non potrà che crescere in maniera molto significativa nei prossimi anni, da ogni punto di vista.
Influencer e creator stanno dilagando sui social soprattutto negli ultimi anni, post Pandemia. L’uso intelligente dei social può essere potente, ma spesso la condivisione online porta anche conseguenze negative, un esempio è il notissimo fenomeno degli haters che rischiano di danneggiare le persone fragili e di non rendere le piattaforme “luoghi sicuri”. Come il Tic Festival promuove un utilizzo responsabile dei social in linea con la sua mission? Direi che è il proprio il Tic stesso, da quando è nato, ad essersi dato questo obiettivo. Ossia quello di fornire uno spazio, un luogo di incontro dove capire il nostro mondo, senza voltarsi dall’altra parte, cercando di esaltare gli usi positivi e virtuosi dei media digitali e allo stesso tempo agire affinché si possano ridurre al massimo tutte quelle pratiche che oggi invece stanno generando gravi effetti in ancora troppe persone, non solo giovanissime, ma di ogni età.
Infine, cosa ti aspetti da questo Tic 2026? Nella nostra percezione, il Festival di quest’anno è tutto un x2 rispetto all’anno scorso. Partner in crescita esponenziale, il doppio degli eventi, sempre più celebrità coinvolte tra gli ospiti, richieste quotidiane di entrare nel team come volontari. Per noi il Festival è un grande servizio per la città e le nostre radici. Ogni volta che lavoriamo a un Tic, abbiamo sempre in testa come far sì che possa crescere anno dopo anno e soprattutto contribuire a creare nuove opportunità di crescita, innovazione e sviluppo per la città, donandogli il più possibile autorevolezza e rilevanza a livello nazionale e non solo. L’auspicio è che questo Tic 2026 riesca con ancora più forza ed efficacia ad attivare questo effetto per il nostro territorio.
Il programma completo:
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